Usa, report occupazione migliore del previsto
Sono stati diffusi dal Dipartimento del Lavoro i dati dell’ultimo rapporto sull’occupazione negli Usa. L’occupazione è aumentata di 200 mila unità a gennaio, un dato che supera quello previsto di una crescita di 180 mila unità. Fra i servizi dove la crescita di occupati è maggiore ci sono le costruzioni, i servizi alimentari, la salute e la manifattura. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato per il quarto mese consecutivo al 4,1%.
La durata media della settimana lavorativa è scesa di 0,2 ore, a 34,3. La paga oraria media a gennaio per tutti i lavoratori non nel settore agricolo è aumentata di 9 centesimi a 26,74 dollari, dopo un guadagno di 11 centesimi registrato a dicembre. Il Dipartimento del lavoro ha anche rivisto al rialzo la lettura dei salari di dicembre allo 0,4%. Dopo i risultati il rendimento dei titoli del Tesoro decennali è salito al massimo di quattro anni del 2,83%.
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Wall Street apre positiva, grazie anche agli ottimi risultati trimestrali di Micron Technology. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,70% a 52.226,35 punti, il Nasdaq avanza dello 0,93% a 25.703,90 punti e lo S&P 500 mette a segno un aumento dello 0,79% a 7.411,16 punti.
Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa più robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto, con una diminuzione di 12.000 unità nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
JPMorgan Chase riorganizza la prima linea manageriale e nomina Jenn Piepszak nuova Chief Operating Officer. La manager assume il ruolo di numero due della maggiore banca statunitense, prendendo il posto di Daniel Pinto, che lascerà il gruppo alla fine del 2026 dopo oltre quarant’anni di carriera interna