Usa: report ADP, occupazione nel settore privato cresce, ma sotto le stime
Delude lo stato dell’occupazione nel settore privato americano in dicembre. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall’agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 153.000 posti di lavoro, mentre le stime erano per un rialzo di 168.000.
Il dato dell’ADP, che anticipa il rapporto sull’occupazione che sara’ pubblicato domani, evidenzia comunque progressi.
Per il dato sull’occupazione di domani, gli analisti attendono un tasso di disoccuazione in rialzo dal 4,6 al 4,7% e la creazione di 183.000 posti di lavoro, dopo i 178.000 del mese precedente.
Intanto, stando a uno studio della societa’ di consulenza Challenger, Gray & Christmas, le aziende americane in dicembre hanno annunciato piani per tagliare 33.627 posti di lavoro, il 25% in piu’ rispetto a novembre, quando il dato si era attestato al minimo del 2016, e il 42% in piu’ da dicembre 2015, quando era stato toccato il minimo in oltre 15 anni. Va comunque detto che i licenziamenti di dicembre sono stati molto sotto la media annuale di 43.910. Nell’intero 2016 le aziende americane hanno tagliato 526.915 posizioni, il 12% in meno rispetto al 2015.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo