Usa: produzione industriale in rialzo, ma c’è un punto oscuro
Nel mese di maggio la produzione industriale degli Stati Uniti è cresciuta al ritmo più forte in 11 mesi, ovvero dallo scorso luglio, sulla scia della crescita della produzione di auto e del settore utility. L’incremento è stato dello 0,6%, superiore al +0,5% atteso. Altro elemento positivo che emerge dal dato, è la revisione al rialzo del dato di maggio, da un calo inizialmente riportato -0,4%, alla flessione -0,3%.
Nonostante il trend apparentemente positivo, il settore industriale continua ancora a soffrire.
Considerando l’intero secondo trimestre, la produzione industriale è scesa infatti a un tasso annuo -1%, frenando per il terzo trimestre consecutivo e per il quinto degli ultimi sei trimestri.
Su base annua, inoltre, la produzione è calata a giugno -0,7%, risentendo del rafforzamento del dollaro, del calo dei prezzi del petrolio e del rallentamento dei fondamentali dell’economia.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.