Usa, per prezzi import l’impennata maggiore degli ultimi sei anni
Con gli Usa in piena guerra commerciale con la Cina, i dati sui prezzi alle importazioni e alle esportazioni assumono una valenza particolarmente rilevante. I prezzi alle importazioni sono saliti più del previsto a luglio, balzando del 4,8% su base annuale, il rialzo più marcato da febbraio 2012.
Allo stesso tempo la crescita dei prezzi alle esportazioni ha subito un brusco rallentamento (da +5,3% su base annuale a +4,3%). Se contestualizzati escludendo il petrolio, tuttavia, i prezzi all’import sono scesi dello 0,1% su base mensile, facendo peggio delle aspettative di mercato che erano per un’espansione di altrettanta intensità. È il secondo calo mensile di fila.
I prezzi all’export in questo caso sono calati dello 0,5% dopo l’incremento dello 0,2% di giugno. Il principale fattore dietro alla frenata dei prezzi all’export è stato il valore delle esportazioni agricole Usa, che – complice la già citata disputa commerciale con la Cina – ha subito la contrazione più accentuata in più di sei anni di tempo.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play