Usa: ordini beni durevoli +1,8% a gennaio, ma alert per investimenti
Nel mese di gennaio, gli ordini dei beni durevoli degli Stati Uniti sono saliti dell’1,8%. Tuttavia, il rialzo è stato provocato quasi interamente dal balzo degli ordinativi per aerei militari e commerciali, stando a quanto risulta dai dati del dipartimento del Commercio. Il dato è stato lievemente migliore delle attese: gli analisti avevano previsto un rialzo +1,6%-1,7%.
In particolare, il boom degli ordini commerciali è stato pari a +70%, a fronte del balzo +60% degli ordinativi per i caccia e strumenti militari in generale. In crescita anche gli ordini di auto, saliti +0,2%.
Escludendo la componente dei trasporti, il dato ha segnato un calo -0,2%, il primo al netto dei trasporti in sei mesi.
Sono scesi infatti gli ordini aventi per oggetto i computer, le attrezzature elettriche, e i metalli necessari per la fabbricazione di prodotti dell’industria pesante. Il risultato è che il trend degli ordinativi core aventi per oggetto beni capitali – valore chiave per monitorare il trend degli investimenti – è stato negativo, con un ribasso a gennaio dello 0,4%: è stata la prima flessione in quattro mesi.
Ancora, le consegne di beni capitali core – valore chiave per il calcolo del Pil – hanno sofferto un calo ancora più forte, pari a -0,6%.
Breaking news
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni
Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.
Secondo il Digital Markets Act, Apple deve garantire a terzi, a titolo gratuito, l’effettiva interoperabilità con le componenti hardware e software controllate tramite i sistemi operativi iOS e iPadOS di Apple.