Usa, delude inflazione: “colpa” di AirBnB. Dollaro paga dazio sul Forex

12 Luglio 2018, di Daniele Chicca

È colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – di AirBnB se i prezzi degli hotel sono calati drasticamente il mese scorso, il primo del periodo delle vacanze estive, influendo negativamente sul dato generale dell’inflazione Usa. Quando ieri il dollaro Usa ha iniziato a rafforzarsi, sui mercati si vociferava di un buon dato in vista lato prezzi al consumo.

In realtà i numeri pubblicati oggi sull’inflazione sono abbastanza deludenti, sotto le attese di mercato. Su base annuale l’incremento è stato del 2,9% e del 2,3% per l’indice di fondo (‘core’), come previsto, ma su base mensile l’espansione dei prezzi è stata fiacca (+0,1% e non +0,2% come era stato stimato e come il mese precedente). Escluse le componenti volatili di cibo ed energia, la variazione dell’inflazione è stata dello 0,2% come preventivato e come a maggio.

Questo ha pertanto indebolito il biglietto verde rispetto alle principali valute rivali. La sterlina ha guadagnato 30 pips sul dollaro mentre l’euro dollaro, così come il cross USD CAD, è in calo, arrivando in area 1,3150 dollari dopo aver toccato 1,3185 in seduta. Il confronto allo yen il dollaro tiene un po’ meglio, ma ha comunque perso 10 pips negli ultimi minuti attestandosi a quota 112,40.