Usa: balzo ordini beni durevoli, ma c’è un elemento che preoccupa non poco
ROMA (WSI) – Nel mese di aprile gli ordini dei beni durevoli sono saliti negli Usa del 3,4%, sulla scia della forte richiesta di nuove macchine, camion e aerei commerciali. Il dato è stato decisamente migliore delle attese, dal momento che gli economisti intervistati da Marketwatch avevano previsto un incremento +0,9%.
L’incremento è stato dovuto, tra gli altri fattori, al balzo +65% degli ordini di aerei commerciali; gli ordini di nuove auto e nuovi componenti auto sono saliti invece di quasi +3%, dopo essere scesi a marzo.
Al di là della componente dei trasporti, tuttavia, gli ordini sono saliti di appena +0,4%, dopo un rialzo di appena +0,1% a marzo.
Inoltre, fattore preoccupante, gli ordini dei beni capitali core – termometro per monitorare gli investimenti delle aziende, sono scesi -0,8% ad aprile, a conferma della riluttanza delle aziende Usa a investire in un contesto di crescita poco convincente dell’economia, e di calo anche delle esportazioni. Nei primi quatto mesi dell’anno, la stessa componente degli ordini dei beni capitali core è scesa su base annua del 4,1%; le consegne degli stessi beni, viste come sottoindice capace di determinare la crescita economica su base trimestrale, sono salite +0,3%.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play