UniCredit: risultati trimestrali a luci e ombre. Titolo però fa meglio del settore

10 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Come tante altre banche prima, anche UniCredit paga il contesto di tassi bassi e redditività scarsa. La banca di Piazza Cordusio ha chiuso il terzo trimestre con utile in contrazione di due cifre percentuali e su livelli inferiori alle previsioni. Il risultato della bottom line è stato del -11,8% più basso rispetto all’analogo periodo 2015, con 447 milioni di euro incassati, 20 milioni sotto le stime. Fanno invece meglio del previsto ricavi e livello patrimoniale.

Il fatturato complessivo è aumentato del 2,3% a 5,5 miliardi (al di sopra dei 5,3 previsti dagli analisti), con interessi netti in calo del 2,6% a 2,85 miliardi (2,86 le previsioni) e commissioni nette in discesa del 2,3% a 1,86 miliardi (1,87). Nei primi nove mesi l’utile è aumentato del 14,7% a 1,77 miliardi, su ricavi per 17,1 miliardi (+1,5%), interessi netti a 8,6 miliardi (-2,7%) e commissioni nette a 5,7 miliardi (-3%). In riduzione del 4,2% a 9,8 miliardi i costi operativi, per un rapporto tra corsi e reddito calato al 57,5%.

Per quanto riguarda il rapporto di solidità patrimoniale, il coefficiente Common Equity Tier 1 è salito al 10,82%. È anche per questo che il titolo UniCredit sale con decisione a Piazza Affari, tuttavia, facendo meglio del resto del mercato. La performance è del 4,75% positiva, con le azioni che scambiano in area 2,336 euro. Il settore bancario europeo (indice di riferimento EuroStoxx) guadagna il 3,37% in questo momento, Piazza Affari l’1,33%.