Unicredit, l’ad uscente Ghizzoni: “Il mio successore? Ho un’idea in mente”

30 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Il mio successore? Io ce l’ho in mente ma ovviamente lo tengo per me. Ci sono i quattro colleghi incaricati, poi se verrà chiesta la mia opinione la darò”. Parla così l’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni intervistato al Corriere della Sera all’indomani della decisione di rimanere in carica fino alla nomina del nuovo ad.

“Quando viene a mancare quel minimo di chimica per andare avanti, senza dire chi ha torto e chi ha ragione, la mia filosofia è sempre stata: meglio interrompere, meglio farlo consensualmente e comunque senza traumi, e guardare avanti. Questo approccio l’ho sempre visto nell’interesse dell’azienda, di Unicredit: bisogna evitare che si rimanga troppo esposti a incertezze, agli articoli sulla stampa. Si taglia e si passa al futuro. È un approccio mio di vita che ho sempre avuto”.

In merito al crollo del titolo Unicredit a Piazza Affari, Ghizzoni afferma di non aver mai negato che il capitale della banca è da rafforzare:

“Fino a novembre il titolo era a 6 euro e il capitale allora era considerato adeguato, seppure da rafforzare organicamente nel tempo. Sono successe diverse cose da allora, c’è stata la crisi delle quattro banche, il problema degli npl uscito in Italia, quindi la tensione sul capitale si è accentuata. In tutto questo, non abbiamo mai negato che il capitale sia da rafforzare, ed è quello che abbiamo cercato di comunicare al mercato fin dall’ultimo piano industriale, ed è quello che dovrà essere fatto nei prossimi mesi e anni. Non c’è nulla di nuovo: questa banca ha oggi un trend operativo in crescita, un costo del rischio e un livello di crediti deteriorati rispetto al credito entrambi abbondantemente inferiori alla media delle banche italiane, perché va considerato il gruppo, non solo l’Italia. Rimane da lavorare per consolidare il capitale ma non è una cosa nuova”.

Infine sulla questione di un possibile aumento di capitale, Ghizzoni afferma che occorre rafforzarlo.

“Non ho mai parlato né voglio farlo per rispetto al consiglio e al mercato stesso. Dobbiamo rafforzarlo, stiamo lavorando su crescita di capitale di tipo organico poi si vedrà in futuro se ci sono alternative”.