UniCredit getta (per ora) la spugna su Banco BPM. Orcel ‘abbandona’ l’Italia e guarda già all’estero?

17 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

UniCredit: niente Mps e per ora niente blitz con Opa ostile su Banco BPM, visto che l’attimo fuggente è stato perso. Quali sono a questo punto i piani del ceo Andrea Orcel, che sembra avere improvvisamente voglia di M&A? In realtà su questo punto vale la pena precisare che, se è vero che imbarcarsi in operazioni di risiko bancario non è stato mai un must per l’AD di Piazza Gae Aulenti, è altrettanto vero che l’ipotesi non è stata neanche mai scartata a priori.

Alla ricerca della preda giusta, insomma, come è giusto che sia. La fuga di notizie sull’interesse di Orcel verso Banco BPM ha fatto però saltare, almeno per ora, i piani di UniCredit: sicuramente ha fatto saltare il blitz, visto che secondo alcuni rumor di mercato, l’assalto alla banca guidata da Giuseppe Castagna si sarebbe potuto materializzare già nel week end appena passato.

Molti analisti ritengono Banco BPM, terza maggiore banca italiana per dimensioni, una soluzione molto interessante per UniCredit in quanto consentirebbe di crescere in regioni quali la Lombardia e di aggiungere segmenti redditizi alla propria attività. E invece niente, a parte una smentita, ma neanche al 100%, dal portavoce della banca. Secondo qualcuno, Orcel avrebbe gettato la spugna, messo sotto assedio anche dalla solita politica italiana, e più precisamente da quel pericoloso intreccio e abbraccio mortale tra politica e banche.

UniCredit: fuga all’estero come nel ’99 con Profumo? L’ipotesi

Ne parla oggi l’ articolo de Il Sole 24 Ore “UniCredit ripensa alla fuga all’estero, come Profumo nel ’99”.

Il riferimento è a quando nel 1999 l’Opa che UniCredit lanciò su Comit venne “stoppata dalle Autorità e dal resto del sistema bancario”: a quel punto, l’allora amministratore delegato Alessandro Profumo decise di uscire dal perimetro italiano e di puntare sull’Europa centro-orientale, acquisendo la banca polacca Bank Pekao, di cui si è parlato negli ultimi giorni, in quanto guidata a partire dal 2011, quando è stato eletto presidente del board e ceo della banca, da Luigi Lovaglio, neo AD di Mps (ex preda di UniCredit) dopo la ‘cacciata’ di Guido Bastianini dalla posizione di numero uno del Monte.

Tornando a Orcel, Il Sole 24 Ore ha parlato di un “doppio stop di sistema su Mps e BancoBpm” che avrebbe fermato UniCredit.

Di conseguenza, ora Orcel starebbe valutando “se non sia il caso di tornare a seguire di nuovo quella strada: anteporre la crescita all’estero rispetto a quella in Italia, prendendo atto delle difficoltà ‘ambientali’ di un settore in cui i palazzi della politica sembrano continuare ad avere un ruolo di sotterranea interdizione su questa o quella aggregazione”.

Ancora il quotidiano di Confindustria, “la crescita nel Centro Est Europa, come avvenne nel 1999 nel dopo Comit, può diventare la priorità per UniCredit se il board deciderà davvero di abbandonare definitivamente l’ipotesi italiana di BancoBpm”. Orcel lanciò un famoso affondo contro la politica a seguito del flop delle trattative con il Tesoro per l’acquisizione di un perimetro di asset di Mps. Nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, il banchiere aveva parlato di “una diffidenza che da lungo tempo circonda qualsiasi operazione” su Mps, banca che, aveva aggiunto, viene “vista con timore di cedimento a logiche politiche” piuttosto che in base a logiche di mercato.

La fuga di notizie che ha fatto saltare blitz UniCredit su Banco BPM

L’Opa su Banco BPM che, secondo i piani iniziali di Orcel, avrebbe potuto essere lanciata da UniCredit già lo scorso fine settimana, sarebbe stata congelata a seguito dell’attimo fuggente perso dall’AD, come si è scritto, e dal conseguente balzo del titolo della potenziale preda che, sulla scia della fuga di notizie – tra l’altro si vocifera da fonti governative – ha puntato con decisione verso l’alto.

La fuga di notizie ha portato “analisti e investitori”, spiega il Sole – a iniziare a “fare le loro valutazioni su quale fosse il valore di BancoBpm in caso di offerta di UniCredit comparando bilanci e prospettive”. Ma “in piazza Gae Aulenti considerano queste valutazioni non congrue, lo si è capito negli ultimi giorni, ma nessuno vuol parlare”.

Il titolo UniCredit è oggi sotto pressione a Piazza Affari, cede quasi l’1% alle 9.25 ora italiana, mentre Banco BPM accusa lo sgonfiarsi del suo appeal speculativo, perdendo più dell’1%.

Nel fine settimana non è accaduto nulla. Il grande annuncio a quel punto era atteso per la giornata di lunedì, vista la riunione del cda per approvare i conti:   Il Messaggero scriveva intanto del “progetto abortito nel week end a causa della fuga di notizie”, che aveva permesso allo stesso Castagna di dire la sua e di rivendicare come, in ogni caso, il titolo Banco BPM meritasse di essere prezzato di più in Borsa: quasi un avvertimento a Orcel, che intanto, sempre complice la fuga di notizie, si ritrovava di fronte a un titolo che era balzato a livelli magari considerati da lui anche troppo elevati. LEGGI

Banco BPM, spunta il possibile prezzo su cui Unicredit ragionava per lancio Opa

La riunione del cda di UniCredit si concludeva lunedì con un nulla di fatto, a parte quanto previsto, ovvero l’approvazione del progetto di bilancio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 e la presentazione delle delibere che saranno proposte all’assemblea degli azionisti il prossimo 8 aprile, con tanto di proposta di buyback che dovrà però essere approvata dalla Bce. Si parlava anche dell’ostacolo Mps. In particolare Andrea Lisi di Equita SIM commentava il dossier UniCredit-Banco BPM riassumendo i rumor circolati negli ultimi giorni: “Secondo alcune ricostruzioni – che ipotizzano la fuga di notizie attribuibile a fonti governative – un’aggregazione tra UniCredit e Banco BPM potrebbe essere avversata sul fronte politico, anche alla luce del mancato accordo tra il Mef e UniCredit sul tema Mps e su cui sia UniCredit che Banco BPM rimangono potenziali interlocutori”.