UK: crescita inflazione rallenta a +10,5% a dicembre, ma corsa prezzi rimane a record 40 anni
Nel mese di dicembre la crescita dell’inflazione UK ha rallentato lievemente il passo, salendo al ritmo del 10,5%, rispetto al +10,7% y/y di novembre e al picco del +11,1% di espansione di ottobre. E’ quanto ha riportato l’Ufficio nazionale di statistica del Regno Unito, nel pubblicare l’indice dei prezzi al consumo CPI, tra i parametri più importanti nella rilevazione del trend dell’inflazione.
L’inflazione UK continua a salire in ogni caso ai ritmi più alti degli ultimi 40 anni.
Gli economisti della City avevano previsto un rallentamento della crescita dell’inflazione al tasso del 10,5%.
Nel prossimo meeting della Bank of England, gli analisti prevedono un ulteriore rialzo dei tassi di 25-50 punti base. Alcuni economisti avvertono tuttavia che l’inflazione nel caso del Regno Unito è scatenata soprattutto dalla fiammata dei prezzi energetici, che si sta decisamente spegnendo, e che la Bank of England dovrebbe tenerne dunque conto, evitando di alzare troppo il costo del denaro UK.
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Saipem ha annunciato l’aggiudicazione di un nuovo contratto di perforazione offshore dal valore complessivo di circa 260 milioni di dollari
La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerĂ a investire in opportunitĂ di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.