Ue: nuove sanzioni alla Russia, nel mirino il carbone ma si valuta anche petrolio. Silenzio sul gas

6 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

La Commissione Europea ha riportato la proposta di un quinto piano di sanzioni, progettato su sei pilastri. Al primo di essi è presente il divieto di importazioni di carbone dalla Russia, il quale vede un controvalore di circa 4 miliardi di euro l’anno.
Imporre sanzioni al settore energetico russo è stata una sfida per l’Unione europea, dato l’alto livello di dipendenza che alcuni stati membri hanno dalle forniture energetiche del paese. Secondo i dati dell’ufficio statistico europeo, l’UE ha importato il 19,3% del suo carbone dalla Russia nel 2020, il 36,5% del suo petrolio dal paese nello stesso anno, e il 41,1% del suo gas naturale.
Sebbene il carbone non sia così critico per l’Europa, come il petrolio e il gas naturale russo, è comunque un grosso passo avanti sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro. “L’UE compra più del 45% del suo carbone dalla Russia, secondo i dati Eurostat, e con i mercati globali del carbone già estremamente tesi, in America si registrano valori superiori a 106 dollari per short ton – prezzi a cui non assistevamo dal lontano 2008. Interessante, infine, notare come nel comunicato stampa la Commissione stia valutando come successivo piano il divieto di importazioni di petrolio. Non vi è cenno assoluto al gas” conclude Debach.