Ue emette il suo primo green bond: richieste boom a 135 miliardi di euro

12 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

E’ il più grande green bond della storia quello che oggi l’Unione europea ha collocato sul mercato. Nel dettaglio si tratta di un titolo verde a 15 anni per 12 miliardi di euro e al debutto ha già raccolto un record di 156 miliardi di dollari di ordini.

La transazione è solo la prima di un programma di 250 miliardi di euro di vendite di obbligazioni verdi dell’UE destinate ai prossimi anni. “Questo sarà il più grande green bond Ue e fornirà agli investitori uno dei più – o il più – liquidi green bond,” ha detto Julian Kreipl, un analista di credito presso UniCredit SpA a Bloomberg. La corsa agli ordini è stata un “tumulto assoluto”, secondo Kerr Finlayson di NatWest Markets Plc. L’UE detiene anche il record complessivo del mercato del debito, con 145 miliardi di euro di ordini per un debutto di obbligazioni sociali l’anno scorso.

Il rendimento del titolo, il cui pricing è atteso oggi, è stato fissato a 8 punti base sotto il tasso midswap (a 15 anni è lo 0,52%) da una guidance iniziale in area 5 punti. L’obbligazione è stata collocata da BofA Securities, Credit Agricole, Deutsche Bank, Nomura e TD Securities in qualità di Joint Lead Managers, mentre Danske Bank, Intesa Sanpaolo e Santander agiscono come Co-Lead Manager. L’utilizzo dei proventi, che ricade nel quadro generale del programma NextGeneration EU, sarà impiegato in nove grandi categorie di spesa, che vanno dall’efficienza energetica,  all’energia pulita, all’adattamento ai cambiamenti climatici. Con questo collocamento l’Ue e’ sulla buona strada per diventare il più grande emittente di obbligazioni verdi nei prossimi anni. L’Ue prevede di effettuare il 30% del totale dei collocamenti legati al Ngeu in formato verde, fino a 250 miliardi di euro alla fine del 2026.
“Le aspettative sono alte sul fatto che l’Ue risolverà lo squilibrio intrinseco tra domanda e offerta nelle obbligazioni verdi”, commentano gli strategist di Commerzbank Rainer Guntermann e Michael Leister.