Ue, Cina, Usa. Ma non solo. Il punto sui mercati principali globali

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

Marco Vailati e Serge Escudé, dell’Ufficio Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda.

“Eurozona, una ripresa economica meno dinamica” Eurozona: “decelera ma tiene” – le vendite al dettaglio di oltre un mese fa sono positive ma i dati più recenti del Sentix di ottobre e PMI Markit di settembre, mostrano che la ripresa economica potrebbe essere già meno dinamica a causa della crescita globale più debole e l’alto tasso di disoccupazione. In particolare ciò si riflette nella lieve decelerazione nelle principali economie, tedesca, italiana e spagnola, seppure a diverse velocità, con la Francia in controtendenza positiva.Questo indebolimento del ritmo di espansione a settembre, se confermato a ottobre, aumenterebbe la probabilità di una crescita ulteriormente più moderata (stime attuali +1.6% per il 3°trim e anche per il 4°trim). Questo farebbe salire le attese per un aumento del QE da parte della BCE sebbene non ancora per il 22 ottobre in quanto si dovranno confermare altre evidenze deboli (inflazione Core, PMI). Questa settimana il settore manifatturiero e lo Zew tedesco dovrebbero rallentare ancora e la produzione industriale UE di agosto è prevista debole. L’inflazione flash negativa per settembre sarà probabilmente confermata, guidata da effetti base, sebbene sia destinata ad aumentare a partire da novembre.

USA: “dati contrastanti” – I dati sui sussidi di disoccupazione sono confortanti ma l’ISM servizi e il PMI sono in decelerazione e supportano la FED nel ritardare l’aumento dei tassi di interesse. Questo conferma che il rallentamento di Cina ed EM, le turbolenze dei mercati finanziari, la forza del USD, stanno pesando negativamente sull’economia. Il verbale del FOMC di settembre non ha dato alcun nuovo segnale sui tempi del primo rialzo dei tassi. La maggioranza dei membri del FOMC era già soddisfatta delle condizioni economiche per rialzare i tassi probabilmente per la fine 2105, ma ha deciso che fosse prudente aspettare ulteriori informazioni. Ora ciò sembra superato dal dato deludente del mercato del lavoro che ha cambiato le aspettative. Qualora proseguisse l’uscita di altri dati deboli dell’ISM e sul lavoro in ottobre e novembre, la FED potrebbe rinviare ulteriormente l’avvio del rialzo tassi nei prossimi meeting del 28/10 e 16/12. Il mercato ha già ridotto le probabilità implicite di intervento sui tassi nei prossimi mesi: il 50% di probabilità si supera ormai solo a partire da marzo 2016. Questa settimana il focus sarà sull’inflazione negativa temporanea, che potrebbe alimentare speculazioni che la Fed rimarrà in attesa anche nel 2016. Le vendite al dettaglio dovrebbero mostrare un recupero decente mentre il Philly Fed dovrebbe confermare la debolezza del settore manifatturiero. Della Fed parleranno Dudley, Lockhart, Evans (membri già votanti) e Bullard (membro a rotazione, votante nel 2016).

Cina: “sotto osservazione” – questa settimana i dati più importanti sono i dati dei nuovi prestiti, il commercio estero atteso in crescita moderata in quanto la domanda esterna è modesta e CPI-PPI probabilmente ancora sotto pressione a settembre.

Giappone: “debole” – Nel complesso i dati sono deboli e suggeriscono che le attività sono in calo in quanto il rallentamento della domanda asiatica sta impattando l’economia. Il PIL del 3trim potrebbe essere in recessione anche se i servizi si confermano più tonici del manifatturiero. Per ora la Banca del Giappone (BoJ) non ha annunciato cambiamenti e ha evidenziato gli aspetti positivi dell’economia, rimanendo fiduciosa di raggiungere un inflazione al 2% entro l’anno prossimo. Tuttavia le dinamiche dell’inflazione e le prospettive di crescita riviste al ribasso potrebbero indurre la BoJ a modificare le sue scelte al prossimo meeting del 30 ottobre. Questa settimana gli ordini di macchinari e la produzione dovrebbero essere deboli.

Brasile: “sull’orlo della crisi politica” – deboli i PMI, inflazione alta. Dopo la bocciatura della corte dei conti per le regole contabili utilizzate dal governo, la Rousseff rischierebbe l’impeachment.

Russia: “lieve sollievo” – secondo i PMI l’economia potrebbe ritrovare un po’ di crescita dopo mesi di continua frenata.

Svezia: “recupera” – la produzione e gli ordini industriali sono forti ma i servizi sono in decelerazione sostenendo la visione di un ulteriore allentamento della politica monetaria. Questa settimana l’inflazione recupera e l’occupazione scende.

Norvegia: “Inflazione temporanea alta” – – l’inflazione core vicina alle previsione della Banca Centrale non dovrebbe impattare la politica monetaria anche perché l’inflazione è temporaneamente alta a causa del NOK debole. Questa tendenza dovrebbe rientrare l’anno prossimo.

India: “conferma recupero” – attesa l’inflazione in rialzo, deficit della bilancia commerciale in calo.

UK: “rinviato il rialzo dei tassi ” – La Banca d’Inghilterra (BoE) segnala che, mentre alcuni segnali di inflazione si stanno verificando, il tempo per il primo rialzo non è ancora vicino. Ciò è in linea con le altre principali banche centrali che hanno evidenziato rischi al ribasso a causa degli sviluppi globali deboli. I mercati finanziari sono convinti che nessun inasprimento della politica avrà luogo per un lungo periodo di tempo. I PMI confermano un consolidamento dell’economia, nell’insieme tutto ciò rinforzerebbe l’opinione che la BoE inizierà ad alzare i tassi solo nel 1 ° semestre 2016. Questa settimana l’inflazione dovrebbe rimanere a zero ma recuperare la crescita dei salari.