UBS: in caso di Brexit, sterlina sulla parità con l’euro
La banca svizzera ha anch’essa fatto il suo ingresso prepotente nell’acceso dibattito sui pro e contro dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. In caso di Brexit, secondo UBS la sterlina rischia di scendere sulla parità rispetto all’euro. Al momento sui mercati dei tassi di cambio la sterlina vale 1,27 euro, il che significa che un euro vale 78 penny.
Secondo gli analisti della banca ci sono il 40% di chance che il popolo britannico voti perché il paese abbandoni l’Ue. Una sterlina debole sul Forex aiuterebbe i gruppi esportatori britannici ma renderebbe i viaggi di vacanza e lavoro in Europa molto più cari.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.