Ubi banca: oltre 2.000 esuberi al 2020 e 1100 ingressi
MILANO (WSI) – Ubi banca ha approvato il piano industriale 2015-2019/2020. Nei dettagli la banca prevede che l’utile netto 2019 sarà pari a 730 milioni di euro e un Rote del 9,4%. Nel 2020 invece si attesterà intorno agli 870 milioni e un Rote del 10,6%.
“Oltre il 95% dei costi una tantum non ricorrenti del nuovo assetto di partenza e del piano industriale al 2019/2020 di Ubi Banca verranno spesati nel conto economico di giugno 2016, che chiuderà quindi in perdita. E’ tuttavia previsto il pagamento anche per l`anno 2016 di un dividendo almeno in linea con quello del 2015, dato che il Cet1 rimarrà ampiamente superiore al requisito Srep”.
Dividendo unitario previsto “costantemente in crescita” con il lay out superiore al 40% sull’utile di ogni esercizio. Per quanto riguarda il Cet1 Fully loaded è passato dall’11,6% della fine del 2015 a più del 12% nel 2019 e al 12,8% a fine 2020. Previsto in salite dal 13,9% di fine 2015 al 15,7% nel 2019 e al 16,3% nel 2020 il Total capital Ratio.
Nel piano industriale di Ubi Banca è previsto anche un forte “ricambio generazionale” con l’uscita di 2750 risorse e l’ingresso di 1100 persone. Nel piano, come si legge in un cominciato, si prevede la chiusura di 280 punti vendita di cui 130 per la nuova Banca Unica e il rinnovo di oltre il 40% della rete fisica, con forte spinta sulle filiali cashless.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.