Twitter cala in Borsa: pesano le dimissioni del numero due Anthony Noto
I rumor si sono rivelati corretti: il COO e secondo più alto dirigente di Twitter Anthony Noto lascia il gruppo di microblogging per diventare l’amministratore delegato di un’altra impresa, SoFi. Il posto lasciato vacante verrà colmato per il momento dal gruppo di dirigenti dI Twitter. Subito dopo la notizia, che ha colto di sorpresa Twitter, il titolo ha perso terreno in Borsa.
Matt Derella, il vice presidente del fatturato e delle operazioni globali, continuerà a occuparsi del mercato degli affari pubblicitari. Resta da vedere quanto potrà restare efficiente il business model di Twitter ora che il suo amministratore delegato deve ricoprire due ruoli a tempo pieno e dopo la dipartita del suo numero due.

Breaking news
I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.