Turchia: banca centrale turca mantiene tassi al 14%
Nessun cambio di passo nella politica monetaria della Turchia. Come da attese la Banca centrale turca ha confermato il suo tasso di interesse principale al 14 per cento. “Le varianti e i crescenti rischi geopolitici mantengono vivi i rischi al ribasso per l’attività economica globale e aumentano l’incertezza – si legge nella nota dell’istituto centrale turco -. La ripresa della domanda globale, l’andamento elevato dei prezzi delle materie prime, i vincoli dell’offerta in alcuni settori, in particolare quello dell’energia, e gli elevati costi di trasporto hanno portato ad aumento dei prezzi alla produzione e al consumo a livello internazionale”.
Il comitato della banca centrale ha sottolineato che “continuerà a utilizzare con decisione tutti gli strumenti disponibili nell’ambito della strategia sul fronte della liraization fino a quando indicatori forti non indicheranno un calo permanente dell’inflazione e l’obiettivo a medio termine del 5% non sarà raggiunto nel perseguimento dell’obiettivo primario della stabilità dei prezzi”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.