Trimestrali pronte a stupire: da domani al via la nuova stagione

12 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia
Prende il via domani la stagione delle trimestrali. Mercoledì sono attesi i numeri di JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Blackrock e giovedì quelli di UnitedHealth, Bank of America, Wells Fargo, Morgan Stanley, Citigroup, Alcoa. La maggioranza degli analisti prevede utili e ricavi in crescita, ma in rallentamento rispetto al secondo trimestre di quest’anno.
 
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Voce fuori dal coro quella di Ben Laidler, global markets strategist di eToro, secondo cui ogni stagione delle trimestrali è importante, ma questa lo è in modo particolare. “La buona notizia è che vediamo per gli utili del terzo trimestre, che verranno resi noti a partire da mercoledì, buone possibilità per battere significativamente le aspettative e sostenere dunque i mercati su livelli più elevati” afferma Laidler. Negli Stati Uniti, si prevede che i ricavi e gli utili dell’S&P 500 aumentino rispettivamente del 14% e del 29% anno su anno, risultando tuttavia in calo rispetto al secondo trimestre 2021. Queste aspettative, a nostro parere, sono troppo basse, considerando che l’economia è ancora in crescita, che molti settori stanno ancora riaprendo e che più aziende del solito stanno fornendo guidance positive – in testa quelle che operano nella tecnologia. Negli ultimi trimestri, le stime degli analisti sono state battute mediamente del 15%. Anche se questa volta il dato dovesse essere inferiore, sarebbe comunque sufficiente per riaffermare le forti prospettive di crescita e compensare eventuali valutazioni più basse” afferma l’esperto secondo cui in Europa, invece, ricavi e utili sono visti in salita, rispettivamente, del 12% e del 46% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tra i Paesi, le previsioni vedono in testa il Regno Unito, mentre l’Italia potrebbe risultare in coda, con una crescita degli utili limitata al 7%. “Nel complesso, una bottom line più elevata è un fattore di compensazione chiave per valutazioni più basse, una buona notizia per i mercati anche se i rischi di vedere una discesa dei prezzi sembrano diminuiti. Il rapporto P/E (prezzo/utili) a un anno per l’S&P 500 è infatti al di sotto delle 20 volte e si sta avvicinando alla media a 5 anni di 18 volte. Anche se è ancora superiore a quello a più lungo termine (pari a 16,5 volte), va confrontato col picco toccato l’anno scorso, che superava quota 23”.