Terremoto sul mercato degli strumenti legati alla volatilità: saltano i primi fondi

6 Febbraio 2018, di Daniele Chicca

Dopo l’impennata clamorosa della volatilità fino anche a 50 punti, sui mercati c’è il timore che gli emittenti di fondi che speculano al ribasso sul VIX ricorrano alla liquidazione. Stanno infatti saltando i primi fondi che ricalcano la performance della volatilità, ma all’inverso. Gli sponsor e gestori dei fondi hanno il potere di chiudere l’attività per evitare vendite massicce che determinino un valore negativo. Molti investitori hanno perso già tanti soldi e rischiano di non poterne recuperare altri. Anche se l’indice della paura ora si sta riassestando in area 25, il danno è già stato fatto.

Credit Suisse è stata tra le prime a ricorrere alla misura estrema e annunciare la chiusura del fondo che rispecchia l’andamento al contrario della volatilità. La banca svizzera, che perdeva anche il 6% oggi in Borsa a un certo punto, ha annunciato che “terminerà” le attività del fondo XIV il 21 febbraio e che gli investitori otterranno in cambio l’equivalente in denaro dell’ultimo valore di chiusura. Non si tratta di una grossa somma: il net asset value è crollato da 108,36 a 4,22 dollari.

In Svizzera si ha notizia dell’imminente chiusura di un altro fondo che speculava al ribasso sul VIX.  Anche un fondo gestito da Horizons, in Canada, è saltato e non è più consentito ritirare denaro. Si tratta dell’S&P 500 VIX Short-Term Futures Daily Inverse ETF, che scambia alla Borsa di Toronto con il ticker HVI e che corrisponde all’andamento giornaliero opposto all’indice future S&P 500 VIX Short-Term. La decisione di interrompere l’attività è stata presa dopo il crollo nell’after-hours di ieri. Dopo un crollo improvviso, anche l’indice ProShares VIX Short-Term (ticker SVXY) è stato bloccato in attesa di una comunicazione.