Tensioni commerciali tornano a deprimere Wall Street
Chiusura in rosso sui minimi di giornata ieri a Wall Street. Gli investitori sono stati innervositi dal fatto che il presidente americano Donald Trump si sia detto non contento delle trattative commerciali con la Cina, che sono solo “all’inizio”. Trump ha poi messo anche in dubbio la tempistica del summit con il leader nordcoreano, previsto il 12 giugno a Singapore.
Arrivato a guadagnare 52 e a perderne 200 circa, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 178,88, lo 0,72%, a quota 24.834,41. L’S&P 500 ha ceduto 8,57 punti, lo 0,31%, a quota 2.724,44. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 15,58 punti, lo 0,21%, a quota 7.378,46.
Il contratto giugno del petrolio al Nymex ha perso lo 0,15% a 72,13 dollari al barile. Il contratto luglio ha ceduto lo 0,2% a 72,20 dollari al barile.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.