Telco, l’Italia arranca: TIM si conferma al 17° posto globale per ricavi

13 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Tra il 2016 e il 2020 i ricavi del settore delle telco in Italia sono complessivamente diminuiti a un tasso medio ponderato del 2,7%, con la rete mobile in maggior affanno (-5,2%) rispetto alla fissa (-0,3%). TIM è riuscita ciononostante a confermarsi al 17° posto al mondo (con un calo contenuto dello 0,4% per la business unit italiana). I dati sono emersi dal report pubblicato sul tema da Mediobanca.

L’indagine globale sul telco

In particolare, l’Area Studi Mediobanca ha presentato l’indagine annuale sui 27 maggiori Gruppi mondiali del settore delle telecomunicazioni, ciascuno con un giro d’affari superiore ai 10 mld di euro, negli anni 2016-2020 e nei primi sei mesi del 2021. Nel primo semestre 2021 il fatturato aggregato dei 27 principali operatori mondiali ha invertito la rotta (+4,8% rispetto all’1H 2020) portandosi a €555,5 mld, grazie soprattutto alla crescita dell’8,5% dell’Asia & Pacifico (€236,1 mld) alimentata in particolar modo dalle società cinesi (+12,7%). Bene anche i player delle Americhe (in crescita del 4,5% a €168 mld), con l’Europa ancora al palo (-0,5%) con un fatturato aggregato di €151,4 mld.

Il calo degli investimenti

Sempre nell’1H 2021 gli investimenti sono calati del 2,5%, con i tagli maggiori per Americhe e Asia & Pacifico (rispettivamente -11,1% e -10,1%), ma sono cresciuti del 20,6% per l’Europa che deve recuperare i ritardi nella diffusione del 5G, soprattutto nel confronto con Cina e Corea del Sud dove la penetrazione della nuova tecnologia (25,3% e 32,4% a fine giugno ‘21) è ben superiore alla media mondiale (5,7%) ed europea (1,6%). In Europa, Deutsche Telekom domina la classifica con ricavi nell’1H 2021 pari a €53 mld (+1,2% sull’1H 2020, su base omogenea), seguita da Vodafone con €22,3 mld (+2,3%), Orange €20,9 mld (+0,5%), Telefònica €20,8 mld (-4%), BT Group €11,5 mld (-4,8%) e TIM €7,6 mld (-2,4%).

La situazione italiana

Concentrandoci sull’Italia, nel primo semestre 2021 i ricavi domestici dei principali operatori italiani hanno proseguito il trend calante, scendendo complessivamente dell’1,8%, con la contrazione più ampia per la rete mobile (-5,4%). Il calo del fatturato nei servizi mobili è concentrato nei primi 3 operatori (TIM, Wind Tre e Vodafone) con una diminuzione cumulata di €420 mln. Altalenante l’andamento dei ricavi: continua la crescita di Iliad (+23,9%sull’1H 2020), in aumento anche Fastweb (+6,9%), in calo TIM (-0,4% la business unit italiana), Vodafone (-5,2%) e Wind Tre (-10,3%).

Il primato di TIM

TIM (business unit italiana) è prima per fatturato (€12 mld; -8,4% sul 2019) davanti a Vodafone (€5,1 mld; -9,4%), Wind Tre (€4,9 mld; -3,7%) e Fastweb (€2,3 mld; +3,6%), con Iliad in 5° posizione (€0,7 mld; +58,3%). Escludendo le start-up (Iliad e Open Fiber) e le più piccole Eolo, PosteMobile e Linkem, nel quinquennio Fastweb è l’unica a crescere (+28%), con investimenti industriali superiori alla media italiana. Wind Tre è l’operatore con l’ebit margin più elevato (17,4%) seguito da BT Italia (16,6%) e TIM (13,4%), con gli utili di Wind Tre in spolvero (+414%) grazie ai minori interessi passivi iscritti a bilancio dopo la ristrutturazione dell’indebitamento realizzata nel 2019.

I danni del Covid

Tornando alla dimensione globale, nonostante il traffico dati sia aumentato ovunque, le telco hanno reagito positivamente all’emergenza in termini di tenuta e qualità del servizio offerto. I conti economici degli operatori del settore sono stati però gravati dall’aumento dei costi e dall’appiattimento dei ricavi favorito dall’ampia diffusione delle offerte “a pacchetto”. Solo le telco asiatiche hanno chiuso i 12 mesi del 2020 con ricavi stazionari (+0,2%), mentre i fatturati dei gruppi americani ed europei sono diminuiti, rispettivamente, del 3,7% e del 3,0%.