Tassisti in rivolta contro “sanatoria pro Uber” votata in Senato

16 Febbraio 2017, di Alberto Battaglia

I tassisti hanno incrociato le braccia a Roma, Torino, Milano e Firenze in segno di protesta per quella che la categoria ha definito una “sanatoria pro Uber”, contenuta nel maxiemendamento al decreto Milleproroghe approvato dal Senato. Nessun taxi è disponibile negli aeroporti della capitale, la città più colpita dalle proteste, mentre un’adunata di rappresentati della categoria si è riunita spontaneamente davanti a Palazzo Madama.
Sempre a Roma sono state chiuse al traffico piazza delle Cinque Lune via Zanardelli da Ponte Umberto I, piazza di Tor Sanguigna da Santa Maria dell’Anima e Sant’Andrea della Valle da Corso Vittorio Emanuele II.

“Ancora una volta una norma salva Uber”, ha detto Fabio Macchiavelli di Federtaxi, “diciamo basta, è il trionfo dell’illegalità. C’è una situazione conclamata di esercizio illecito della nostra professione, e si consente il perpetuarsi di questa situazione; ci sono tanti autisti abusivi che violano la legge, evadono le tasse, sono un danno alla nostra categoria e alla collettività. Si fermi tutto questo, e lo si fermi adesso”.

Uber è la controversa applicazione che, secondo i critici, ha alterato gli equilibri del mercato regolamentato dei taxi e minacciando i redditi di chi opera nel settore. La versione “Pop” di Uber è già stata bandita in diversi Paesi, fra cui l’Italia.