Tassi negativi hanno limiti se non viene tassato denaro fisico

18 Marzo 2016, di Daniele Chicca

Cinque banche centrali hanno spinto i tassi di interesse in territorio negativo, aprendo il dibattito sui costi e sui possibili vantaggi di questa politica. Finora l’applicazione è stata senza scossoni e i tagli ai tassi sono stati trasmessi all’economia attraverso le valute e i mercati finanziari.

Gli analisti di AXA Investment Managers si sono espressi sull’attuale scenario di tassi negativi. A preoccupare è in particolare “il possibile impatto sulla redditività delle banche derivante dal calo dei margini”.

“L’efficacia dei tassi negativi ha dei limiti se non viene tassato il denaro fisico. Gli ostacoli operativi sono superabili, ma l’opposizione di natura politica resta un’incognita importante”.

I rischi associati ai tassi negativi emergeranno prevalentemente col passare del tempo. Serve quindi una risposta decisa e non graduale da parte delle banche centrali. Gli esperti Chris Iggo e Mark Tinker sono convinti che il programma di Quantitative Easing dovrebbe essere utilizzato per finanziare un aumento della spesa pubblica.