Tapering con effetto immediato e aumento tassi: le previsioni sulle prossime mosse dalla FED

1 Novembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

 

Dal Brasile alla BoE passando per la BCE per finire il 2 e 3 novembre con il meeting della Federal Reserve. Gli ultimi 15 giorni protagoniste sui mercati sono le banche centrali  con diversi incontri per parlare di politica monetaria. Con l’inflazione alta, la crescita incerta e i continui rallentamenti sull’offerta e nuovi rischi al ribasso (ad esempio, una crisi energetica in Europa e in Cina, turbolenze nel settore immobiliare cinese, crescente incertezza geopolitica), tutti gli istituti centrali si trovano ad affrontare sfide simili ma con percorsi di politica monetaria sono divergenti.  

 

Le Banche centrali nelle economie sviluppate hanno generalmente adottato un approccio più cauto sul ritiro delle misure di stimolo di emergenza introdotte all’inizio della crisi del Covid. Questa settimana, la Banca del Canada ha adottato un tono hawkish, suggerendo che la ripresa potrebbe avvenire già nell’aprile del prossimo anno. Al contrario, la Banca centrale europea e la Banca del Giappone hanno mantenuto le proprie posizioni per il momento, in quanto devono affrontare le prime fasi della ripresa e pressioni inflazionistiche sottostanti più contenute.

 Preview Fed: le previsioni degli analisti

 La prossima settimana tutti gli occhi saranno puntati sulla Fed e sulla Banca d’Inghilterra. È probabile che la Fed inizi il tapering, sulla base dei progressi sostanziali verso i propri obiettivi di inflazione e occupazione dal dicembre dello scorso anno. Nel frattempo, la Banca d’Inghilterra potrebbe diventare la prima grande banca centrale dei paesi sviluppati a impegnarsi nel lift-off, dato che ha segnalato che potrebbe aumentare i tassi entro la fine dell’anno (molto probabilmente un aumento di 15pb allo 0,25%) sottolinea Silvia Dall’Angelo, Senior Economist per la divisione internazionale di Federated Hermes.

 Soffermandosi ancora sulla Federal Reserve, secondo gli analisti di ING con il programma di QE che ha fatto il suo lavoro e i casi di Covid che si placano, potrebbe essere arrivato il momento di annunciare un rallentamento del tasso di acquisti di asset. Il QE finirà nella prima metà del 2022 e l’attenzione si sta già spostando sui rialzi dei tassi. “Ci aspettiamo un minimo di due rialzi il prossimo anno”. “Non pensiamo che gli aumenti dei tassi di interesse saranno lontani. Abbiamo previsto da tempo due aumenti dei tassi di interesse nella seconda metà del 2022 – una volta a settembre e una volta a dicembre. Tuttavia, dato l’evidente intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, i rischi sono sempre più sbilanciati verso una posizione più aggressiva da parte della Federal Reserve e tre rialzi, a partire da luglio” concludono.

 Secondo Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO, è largamente previsto che la Fed annuncerà la prima riduzione del ritmo mensile degli acquisti di obbligazioni alla prossima riunione del 2-3 novembre del FOMC.  “Siamo concordi e ci aspettiamo che la Fed riduca il ritmo di 15 miliardi di dollari al mese, il che porrebbe fine al programma entro la riunione del FOMC di metà giugno 2022. Se la Fed ha fatto con successo questo annuncio sul tapering senza troppa volatilità di mercato, ora deve affrontare la sfida di gestire le aspettative sui tassi di fronte agli elevati rischi di inflazione” continua Wilding. “ 

La nostra previsione di riferimento vede ancora l’inflazione tornare al target alla fine del 2022 e il primo rialzo dei tassi della Fed nel 2023”. Secondo Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income of Allianz Global Investors, è importante che la Fed recuperi un certo margine di manovra per garantire la credibilità del suo obiettivo di stabilità dei prezzi e per ancorare le aspettative di inflazione a livelli coerenti con questo obiettivo. Pertanto, secondo l’analista, con la pressione sulle aspettative di inflazione, che sono ben al di sopra dell’obiettivo di medio termine della Fed, si prevede l’annuncio di lancio del tapering con effetto immediato, un cambiamento nella forward guidance della Fed, poiché il ciclo di rialzo dei tassi precedentemente presentato al mercato non sembra più appropriato nelle circostanze attuali. “La nostra aspettativa – conclude l’esperto – è quella di un aumento moderato e molto graduale dei tassi”.