T. Rowe Price: economia USA e il fattore Trump. Oltre alle elezioni c’è di più

7 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

Meglio non focalizzarsi sulle attese elettorali statunitensi nel decidere come bilanciare il proprio portafoglio; a suggerirlo è Eric Veiel, responsabile per l’azionario Usa di T. Rowe Price: “è davvero difficile predire risultati politici. E nel caso si riesca a farlo, è ancora più difficile predire la reazione dei mercati. Quindi, in pratica, cercare di percorrere questa strada vuol dire raddoppiare la difficoltà”. Di solito gli anni in cui si tengono le elezioni in America vedono crescere gli indici azionari: l’indice S&P 500 ha mostrato un segno positivo in 16 dei 22 anni di elezioni presidenziali dal 1928 a oggi; ma il 2008 è stata un’eccezione degna di nota. Inoltre, “non esistono relazioni costanti tra partiti politici e successo di lungo termine negli investimenti”, scrive Veiel.

Certo le spinte protezioniste incoraggiate da Donald Trump non sarebbero certamente gradite ai mercati:

Chiunque vinca le elezioni, dovrà affrontare questo problema, poiché ci sarà maggior domanda di restrizioni commerciali alla luce della raffica di messaggi di questo tipo indirizzati ai cittadini durante la campagna elettorale. Servirà un grande sforzo per tornare a sostenere le posizioni del libero commercio.

Date le incertezze sul piano politico, secondo Veiel sarà meglio osservare altri indicatori e mantenere un portafoglio di investimenti diversificato, che possa offrire nel tempo ritorni ragionevoli.