T. Rowe Price: azionario USA, da volatilità opportunità o segnali d’allarme?

13 Aprile 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Nel 2015, il mercato azionario statunitense è rimasto piatto per via di una serie di ragioni. A partire dall’incertezza per l’outlook dell’economia cinese, passando per i timori per Grecia ed Europa, fino alle tensioni in Medio Oriente e la continua debolezza dei prezzi energetici e petroliferi. Queste preoccupazioni sono perdurate finora nel 2016.

Cosa fare in questo difficile contesto economico globale? Una risposta arriva da Eric Papesh, Portfolio Specialist di T. Rowe Price, che in una nota odierna sottolinea:

Riteniamo che la debolezza registrata all’inizio del 2016 sia stata eccessiva rispetto allo scenario economico sottostante. A causa del ritracciamento dei mercati, le valutazioni sono diventate più attraenti e i livelli attuali sono ragionevoli. A livello societario, il contesto resta favorevole. Lo stato di salute del settore corporate americano è solido. In generale, i bilanci aggregati si sono rafforzati notevolmente negli ultimi mesi.
La divergenza tra le politiche monetarie e i diversi trend economici giustificano il rafforzamento del dollaro degli ultimi anni.

Un ulteriore rafforzamento metterebbe in difficoltà diverse multinazionali americane, ma il grosso dell’apprezzamento della moneta ormai è alle nostre spalle. Di conseguenza, ci aspettiamo che i venti contrari causati dalla forza del dollaro si plachino nella seconda metà dell’anno.
In questo contesto, i settori dell’healthcare e della tecnologia e alcuni segmenti legati ai consumi stanno offrendo molte opportunità attraenti di investimento. Alla luce dei trend positivi di occupazione, crescita salariale e inflazione, continuiamo a prevedere il rafforzamento delle imprese che offrono beni e servizi interessanti per un mercato sempre più orientato verso il consumatore finale.

Anche se le tempistiche sono incerte, prima o poi il contesto migliorerà per i prezzi delle commodity e per le imprese legate all’andamento del dollaro. L’aumento dei salari può impattare negativamente sui margini di profitto delle imprese, ma allo stesso tempo è positivo per i consumatori. Non vediamo né segnali di recessione, né di bolle.

Alla luce di queste considerazioni, manteniamo una posizione costruttiva, anche se i ricavi societari saranno più modesti. Il sentiment invece subirà alti e bassi, fornendo opportunità per investire nel corso di picchi di volatilità legati a titoli specifici. Intendiamo approfittarne, aumentando l’esposizione nei confronti di imprese che risultano più attraenti dal punto di vista del rischio/rendimento. L’outlook è intrinsecamente più legato che in passato a titoli specifici, ma gli investitori che mostreranno pazienza verranno ripagati nel lungo termine”.