Superbonus 110%: proroga al 2023, ma ancora troppo ostacoli e criticità

30 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Superbonus 110% fino al 2023. La maxi detrazione fiscale introdotta dal decreto Rilancio che trova applicazione nel caso di lavori di efficientamento energetico sugli immobili sarà fruibile fino al 2023. Il via libera alla proroga è arrivato grazie all’ok del Consiglio dell’Unione europea al PNRR italiano e alla successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Chissà se nel tempo verranno superate le criticità oggi presenti nell’utilizzo di questo bonus.

Proprio viste le difficoltà burocratiche riscontrate per avviare i lavori connessi al Superbonus, ad agosto è stata introdotta la Cila, la Comunicazione di Inizio lavori Asseverata, che serve per semplificare l’iter, grazie a un numero ridotto di informazioni richieste in fase di compilazione. È infatti sufficiente una dichiarazione del progettista dell’intervento edilizio che confermi la conformità dei lavori che si vanno a realizzare.

Tuttavia c’è ancora chi lamenta molti aspetti critici connessi alla maxi detrazione. Se il Superbonus al 110% da un lato rappresenta una opportunità per i cittadini e un valido impulso al settore edilizio e al rilancio economico del paese, dall’altro si sta trasformando in una corsa ad ostacoli per migliaia di utenti e condomini che hanno
deciso di approfittare dell’incentivo per ristrutturare palazzi e abitazioni, dando vita a speculazioni e in alcuni casi a vere e proprie truffe. Lo denuncia nel dettaglio Consumerismo, che ha realizzato una guida con le principali criticità che stanno interessando il Superbonus al 110%.

Superbonus 110%, le principali criticità
Dall’introduzione del Superbonus si è assistito ad un aumento progressivo e vertiginoso dei prezzi sia delle materie prime che delle attrezzature e della manodopera, tutti sempre più introvabili. L’acciaio ha segnato un +130%, il
legno un +100% così come tutti i prodotti collegati all’isolamento termico e, quindi, al Superbonus. E così se fino a due anni fa il costo di un cappotto era di circa 40 eur al mq oggi si arriva anche a superare i 100 euro al mq.

La conseguenza del caro prezzi in edilizia ha portato al blocco di diversi cantieri perché i computi di qualche mese non sono più attuali e rendono antieconomico per le imprese l’intervento. Inoltre, la difficoltà di reperire ponteggi e materie prime nonché forza lavoro anche in considerazione del numero di cantieri in essere sta producendo un cortocircuito. Tante domande di intervento e poca offerta di manodopera e materiali, insomma. E, anche quando si trovan, ecco che scatta la speculazione, denuncia Barbara Puschiasis, responsabile della consumer protection di
Consumerismo. 

Con l’introduzione del Superbonus sono comparsi “quelli del tutto gratis”! Ben 5.000 aziende nate dal nulla solo nei primi mesi. Imprese e professionisti che da subito hanno rappresentato una favola a cui molti consumatori hanno creduto, cioè quella del rifacimento della casa a zero spese. Truffe si sono registrate anche con riferimento ai General Contractor, che hanno incassato acconti dai cittadini per poi sparire nel nulla.

C’è poi da chiarire che non tutte le spese degli interventi di riqualificazione rientrano nella detrazione e tetti di spesa previsti per ogni intervento (trainante o trainato) vanno a limitare i costi ammissibili. Ad esempio la sostituzione
delle piastrelle del bagno o la cucina nuova non sono coperte dal Superbonus al 110% così come pure non sono detraibili i compensi per il General Contractor. Affidare l’intera pratica ed esecuzione dei lavori rientranti nel Superbonus ad un General Contractor è una soluzione che sgrava il committente dalla necessità di coordinare egli stesso gli interventi e l’iter per vedersi assegnato il 110%. Attenzione però che l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 254 del 15 aprile 2021, ha confermato l’esclusione dal Superbonus delle spese relative ai corrispettivi riconosciuti al General Contractor per l’attività di mero coordinamento e per lo sconto in fattura applicato, confermando il fatto che non si tratta di costi imputabili alla realizzazione dell’intervento.