14:56 lunedì 3 Ottobre 2016

Sterlina KO, ma l’ultimo dato conferma: Regno Unito forte anche senza Ue

Sul forex protagonista nella sessione odierna è la flessione della sterlina che, nei confronti del dollaro, è arrivata a bucare anche la soglia psicologica di $1,29, al minimo in tre mesi, scendendo fino a $1,2845.è arrivata a bucare anche la soglia psicologica di $1,29, al minimo in tre mesi, scendendo fino a $1,2845. In realtà si tratta dei valori più bassi in 31 anni, visto che la sterlina si sta avvicinando a quota $1,2798, toccata lo scorso 6 luglio.

Ls sterlina sconta l’annuncio arrivato dal primo ministro britannico Theresa May, che ha dato il via ufficialmente al processo Brexit nella giornata di domenica. La valuta britannica è venduta anche nei confronti dell’euro, con il rapporto eur/gbp crollato al valore più basso in tre anni, a 87,34 p.

Così Marc Ostwald, di ADM Investor Services, commenta il trend della valuta:

“La conferenza del partito dei Tory è il principale evento politico in agenda. L’annuncio arrivato nel weekend, relativo all’attivazione dell’Articolo 50 (del Trattato di Lisbona) entro il mese di marzo del 2017, e anche a una legislazione omnibus che abrogherà le leggi dell’Unione europea per convertirle in leggi britanniche, conferma che la guerra è effettivamente conclusa”.

I trader stanno digerendo le dichiarazioni di Theresa May, che ha dichiarato che desidera che il Regno Unito abbia il pieno controllo di questioni come quella dell’immigrazione e la fine anche della giurisdizione della Corte europea di Giustizia.

Si scommette su uno scenario di “hard Brexit”, in cui il Regno Unito direbbe addio anche al mercato unico.

L’azionario britannico vive tuttavia una giornata positiva, beneficiando anche dell’ottima notizia arrivatra dal fronte macroeconomico. Pubblicato il dato relativo all’indice PMI di settembre, che è salito a 55,4 punti dai 53,4 di agosto, al record dal giugno del 2014. E’ l’ennesimo segnale che conferma come la Brexit non si sia affatto tradotta in uan erosione dei fondamentali economici, a dispetto dei timori iniziali. Le aziende che hanno partecipato al sondaggio hanno riportato, anzi, che la produzione è salita al tasso più elevato dal maggio del 2014, grazie al settore dei beni di consumo.

In rally l’indice delle blue chip Ftse 100, che ha testato il massimo in 16 mesi, a 6.956 punti. Acquisti soprattutto sui titoli delle società esportatrici, che beneficiano del calo della sterlina.

Tornando al valutario, tra gli altri rapporti di cambio euro-dollaro piatto con -0,08%, a $1,1226. Dollaro-yen piatto a JPY 101,34; euro-yen -0,13% a JPY 113,77. Anche euro-franco svizzero ingessato, +0,01% a CHF 1,0916.

Breaking news

16:04
Wall Street apre in calo: Dow Jones cede lo 0,23%, Nasdaq perde l’1,11%

Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.

14:50
Volkswagen, il nuovo piano di ristrutturazione potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro

Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.

11:21
Borse cinesi in calo: Shanghai chiude a -2,26%, Hong Kong perde l’1,76%

Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.

09:38
Borsa di Tokyo in calo: Nikkei chiude a -4,15%

La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.

Leggi tutti