State Street, come ridurre il rischio durante la volatilità del coronavirus
“Le condizioni di mercato hanno iniziato a deteriorarsi lentamente la scorsa settimana e, dati gli sviluppi negativi del Coronavirus durante il fine settimana, c’è stato un netto deterioramento negli ultimi due giorni. Il nostro indicatore di regime di mercato si sta ora muovendo visibilmente in un territorio di elevata avversione al rischio rispetto all’euforia di un mese fa, che caratterizza un ambiente risk-off in cui tipicamente le attività rischiose registrano una performance minore rispetto alle attività percepite come più sicure”, ha commentato Frédéric Dodard, Head of Portfolio Management – EMEA di State Street Global Advisors.
“L’innalzamento dei parametri di volatilità effettiva e implicita da lunedì sta portando a significative operazioni di de-risking (vendite di azioni, acquisti di obbligazioni e cash) da parte di molte strategie downside risk (come le strategie volte alla gestione della volatilità e i CTA), creando un effetto a catena e aggravando la fase di declino del mercato. La storia dimostra che questo fenomeno può durare alcune settimane, fino a quando i mercati non si calmeranno. Le strategie che puntano su oro, valute difensive (come il franco svizzero e lo yen giapponese), obbligazioni di elevata qualità e posizioni long sulla volatilità implicita sono molto difensive nel contesto di mercato attuale e possono contribuire a ridurre l’impatto negativo delle attuali turbolenze“.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo