Stagione dividendi globali in forte ripresa, con l’Europa regina delle cedole

23 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

La macchina dei dividendi globali è in netta ripresa. È quanto emerge dall’indice stilato da Janus Henderson, noto come Janus Henderson Global Dividend index (studio a lungo termine sulle tendenze dei dividendi globali), che mostra come nel secondo trimestre 2021 la crescita complessiva delle cedole è stata a doppia cifra e pari al 26,3%. Nel complesso, il totale globale di 471,7 miliardi di dollari ha beneficiato del ritardo delle distribuzioni dei dividendi nel 2020, che sono ora tornate alle normali scadenze, ma anche dell’aumento dei dividendi straordinari e degli effetti positivi dei tassi di cambio. Si tratta di un livello inferiore di solo il 6,8% rispetto a quelli del secondo trimestre del 2019.

La ripresa dei dividendi è stata migliore del previsto, spingendo Janus Henderson a rivedere al rialzo le previsioni per il 2021: innalzandole da 1,36 mila a 1,39 mila miliardi di dollari; inferiore di appena del 3% al picco pre-pandemia. Adesso, la crescita prevista per il 2021 è del 10,7%, in termini di dividendi complessivi, che equivale a un aumento del sottostante dell’8,5%.

Europa, regina delle cedole
È stata una stagione importante per i dividendi in Europa, con le distribuzioni che sono aumentate del 66,4 in termini complessivi e del 20,1% in termini sottostanti. Negli Stati Uniti e in Canada i dividendi hanno tenuto nel 2020, pertanto il recupero appare di minore portata, anche se i dividendi in Canada sono saliti a un nuovo record. Se si osservano le performance nell’Asia Pacifico (Giappone escluso), il 75% delle società ha incrementato o mantenuto i dividendi, in particolare grazie alle banche australiane e a Samsung in Corea. Mentre i dividendi in Giappone sono saliti dell’11,9%, nonostante abbiano tenuto abbastanza bene nel corso del 2020.

I motivi del rapido recupero
Janus Henderson mette in luce come i dividendi stiano recuperando rapidamente, e questo sta avvenendo per diverse ragioni. “Primo, il danno provocato dalla pandemia agli utili societari è stato meno grave del previsto, le aziende sono intervenute rapidamente per contenere gli effetti della crisi sull’attività – si legge nel documento -. In secondo luogo, il flusso di cassa, che è necessario per il pagamento dei dividendi, complessivamente è sceso meno degli utili. Le aziende hanno altresì beneficiato dell’accessibilità dei mercati del credito e dei piani di aiuto del governo”. In effetti, l’ultima edizione dell’indice Janus Henderson Corporate Debt a inizio luglio ha evidenziato che le aziende hanno utilizzato la loro flessibilità finanziaria per rafforzare la situazione patrimoniale con nuovi prestiti, nuove azioni o nuove emissioni ibride (obbligazioni convertibili). Ciò ha conferito, spiegano ancora gli esperti, solidità finanziaria nella fase di ripresa globale.
Su scala globale, oltre 8 società su 10 (84%) hanno incrementato i dividendi o li hanno mantenuti stabili, abbastanza in linea con la normalità pre-pandemia, anche se naturalmente alcune aziende non hanno versato alcun dividendo.