Spread si restringe allontanandosi da soglia di pericolo di 300 punti base
Il fatto che l’agenzia di rating Moody’s abbia deciso di rinviare il giudizio sull’Italia aiuta i Bond governativi del paese sul secondario. In discesa si muovono infatti sia i rendimenti sia lo spread dei titoli di Stato: il BTP a 10 anni rende il 2,95%, in calo di 13 punti base rispetto alla chiusura di ieri, mentre lo spread con il Bund scende a 263 punti base -14 bp (dati MTS).
Incombono gli appuntamenti con le revisioni dei rating sull’Italia e la qualità del credito: il 31 agosto è in programma quella di Fitch (attuale: BBB con outlook stabile), mentre Moody’s (attuale: Baa2, in “negative watch”) ieri ha rinviato la revisione a fine ottobre (dal 7 settembre previsto in precedenza) in attesa di maggiore chiarezza sul percorso fiscale e sull’agenda delle riforme del Paese e in particolare la legge di bilancio prevista in autunno.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.