S&P: “Tassi negativi, segnale disperato”

18 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

La diffusione su larga scala dei tassi negativi, promossa dalle banche centrali, “riflette sia i limiti delle precedenti politiche monetarie non convenzionali, sia una generale incapacità di utilizzare gli stimoli fiscali per dare inizio alla crescita economica” ed è “in ogni circostanza presa in considerazione, chiaramente un segnale disperato, con una serie di potenziali danni economici derivanti da queste politiche”; parola di Standard & Poor’s Global, che in una serie di rapporti dedicati all’argomento calcola che siano 500 i milioni di persone che nel mondo, vivono sotto il segno dei tassi negativi.

“I tassi di interesse negativi sono stati a lungo considerati da molti economisti una strategia radicale o addirittura una impossibilità matematica”, scrive il responsabile progetto del report, John Kingston, “tuttavia alcune fra le più importanti economie a livello globale stanno guardando con crescente interesse ai tassi negativi, per far ripartire le economie in stallo, avendo a disposizione altri strumenti a impatto limitato o considerati politicamente impraticabili”.