Sondaggi, italiani vogliono voto prima dell’Estate (con M5s in testa)
A distanza di qualche giorno dalla scissione della corrente bersaniana dal Partito Democratico, il M5s riprende la vetta nei sondaggi: è quanto emerge dall’ultima rilevazione Ixé effettuata per la trasmissione Agorà di Rai3. Il M5s, pur essendo in perdita di 0,7 punti è primo al 27,1%; il Pd segue al 26,9%, con una corrente fuoriuscita, Dp, al 2,9%. Stabili Lega (12,8%) e Forza Italia (12,75). Importante rilevare, inoltre, come la maggioranza relativa degli italiani desideri tornare al voto prima dell’Estate, ben il 47% degli intervistati; il 18% andrebbe a votare subito dopo, mentre il 28% preferirebbe portare a termine l’attuale legislatura.
Allo stato attuale un voto anticipato pre-estivo porterebbe in testa il movimento di Beppe Grillo, dunque, anche se l’attuale legge elettorale (i cui effetti sono quelli di un proporzionale puro se nessun partito raggiunge la soglia del 40% necessaria per il premio di maggioranza) rende difficoltose le possibili coalizioni per un futuro governo.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo