Social lending: boom dei prestiti on line
NEW YORK (WSI) – Boom per i social lending, il fenomeno dei prestiti on line, un finanziamento diretto tra privati che avviene direttamente su internet. Negli ultimi tempi le piattaforme dedicate sono cresciute.
Lending Club è l’operatore di settore più grande che nel secondo trimestre 2017 ha visto passare dal suo sito 2 miliardi e 147 milioni di dollari, a seguire Prosper ha erogato 775 milioni di dollari di prestiti.
Come funziona il social lending? Chi ha diecimila euro in tasca e non vuole depositarli su un conto corrente, li carica su una di queste piattaforme che offre il credito a chi è in cerca. A determinare i tassi di interesse da applicare al prestito è un algoritmo che mette in relazione le caratteristiche di migliaia di profili e individua la combinazione perfetta. Il tutto senza l’intermediazione delle banche. Il fenomeno è nato in Usa e piano piano si sta espandendo nel mondo. In Europa il paese apripista è il regno Unito con il sito Zopa e l’Italia si sta affacciando.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.