Scontro Yellen-Fmi, “occorrono nuovi paradigmi”

13 Novembre 2015, di Daniele Chicca

Lo sostiene Matteo Paganini, chief analyst di FXCM, secondo il quale “i mercati sono concentrati sul timing relativo al primo rialzo di tassi negli Stati Uniti. Ci sembra importante in questa fase spiegare i meccanismi di trasmissione della politica monetaria che attualmente devono aiutare a capire se, gli strumenti di politica monetaria convenzionali e non (soprattutto quest’ultimi), siano efficaci o meno di fronte a quella che da alcuni economisti comincia ad essere descritta come una situazione post-crisi”.

“Innanzitutto, la richiesta del Fondo Monetario Internazionale (FMI) di non procedere con un rialzo di tassi poiché potrebbero verificarsi importanti aumenti di volatilità e di flussi di capitale sui mercati; un rialzo che ad avviso dell’Autorità monetaria dovrebbe essere invece conseguenza di un riflesso reale sull’inflazione e del continuo miglioramento del mercato del lavoro, che ha ripreso spinta durante il mese di ottobre”. 

L’analista del broker è rimasto colpito inoltre dal fatto che “Yellen non abbia affrontato il discorso relativo alla futura politica monetaria a livello puntuale e che, invece, si sia concentrata ad esprimere concetti che possiamo ritenere nuovi per spiegare come la crisi abbia impattato talmente tanto sull’economia da aver cambiato l’approccio che una politica monetaria attuale dovrebbe avere per affrontare tutte le situazioni di squilibrio che si stanno susseguendo a livello mondiale”. 

“Un cambiamento di paradigma che dovrà essere in qualche modo ‘accreditato’ tramite il cambiamento di wording all’interno delle prossime minute al fine di dimostrare credibilità da parte dell’Istituto di Washington, che ieri è stato in grado di innescare delle importanti vendite di breve periodo sul dollaro americano, anche contro l’oro, rimbalzato in maniera importante”.