Samsung e presidente Sud Corea coinvolti in uno scandalo di corruzione e sciamani

23 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Gli uffici di Seul di Samsung sono stati perquisiti, nell’ambito di un’inchiesta di corruzione politica che rischia di coinvolgere anche la capa dello stato sudcoreano Park Geun-hye. L’ipotesi accusatoria è che il colosso dell’elettronica abbia versato denaro a Choi Soon-sil, la controversa confidente della presidente che sembra abbia rapporti con una potente setta religiosa sciamanica, per riuscire a ottenere l’approvazione per una importante fusione aziendale nel 2015. Samsung è anche sospettata di aver versato l’equivalente di 2,8 milioni di euro a Soon-Sil per poter finanziare le lezioni equestri di sua figlia in Germania.

La procura sudcoreana ha effettuato una perquisizione dell’Ufficio strategie del “chaebol” (conglomerato commercial-industriale) di Samsung, che sovrintende alle decisioni principali del gruppo sudcoreano. Un portavoce di Samsung ha confermato la visita dei procuratori ma non ha voluto fornire dettagli. La fusione tra Samsung C&T e Cheil Industries è stata considerata l’operazione chiave dal punto di vista strategico, in quanto ha portato a un cambiamento generazionale all’interno del gruppo mondiale dell’elettronica.

I procuratori hanno anche perquisito diversi uffici della NPS, il ricco fondo pensionistico che gestisce 543mila miliardi di won (461 miliardi di dollari), terzo fondo di questo tipo al mondo. Il fondo è guarda caso gestito dal ministero del Welfare, guidato da un politico di spicco vicino a Park, la quale rischia ora rischia impeachment e destituzione. Mai prima d’oggi un presidente della Corea del Sud aveva toccato livelli di gradimento così bassi.