Ryanair: caos piloti non frena utili, quarto trimestre record
Quarto trimestre da record per la compagnia aerea low cost irlandese Ryanair che ha visto gli utili netti aumentare del 12% a 106 milioni di euro. Questo nonostante l’annullamento di migliaia di voli tra settembre e ottobre a causa di problemi di pianificazione del lavoro dei suoi piloti.
Secondo il patron della compagnia, Michael O’Leary, i programmi di miglioramento del servizio alla clientela e un calo medio del 4% dei prezzi dei biglietti, hanno permesso al vettore di aumentare del 6% il traffico passeggeri. Ryanair prevede un utile netto annuale (l’esercizio si conclude a marzo) compreso tra 1,4 e 1,45 miliardi di euro.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.