Retail in crisi profonda: J.C. Penney lancia profit warning
Il comparto retail tradizionale è in crisi profonda e non solo negli Usa. Mentre il gigante dell’e-commerce Amazon straccia le previsioni trimestrali con il titolo che corre in Borsa, il settore retail fa sempre più fatica a tenere il passo e a ottenere risultati decenti. Il gruppo americano J.C. Penney, cui fanno capo circa un migliaio di punti vendita nel paese, ha lanciato oggi un profit warning, riducendo le previsioni sugli utili per l’esercizio fiscale annuale in corso.
J. C. Penney ha svelato di essere stata costretta ad abbassare i prezzi dei prodotti in vendita nei suoi negozi, in particolare per quanto riguarda i capi di abbigliamento femminile, per provare a incrementare le vendite nei mesi di settembre e ottobre che precedono la cruciale stagione delle festività di fine anno.
La decisione dell’azienda ha portato inevitabilmente a una contrazione della redditività del gruppo. I titoli hanno accusato un calo di anche il 15% nel preborsa. Pagano dazio anche le società concorrenti del settore delle vendite al dettaglio come Macy’s e Kohl’s. Il timore è che tutto il settore (a meno che non si tratti di un’azienda che fa affari online, come Amazon) stia registrando risultati deludenti o comunque meno buoni dell’anno precedente.
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L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.