Referendum costituzionale posticipato, sarà il 6 novembre
Il referendum costituzionale di ottobre si farà, invece, a novembre: questa l’anticipazione rivelata da La Stampa, secondo la quale il premier e il presidente Sergio Mattarella avrebbero concordato per il 6 novembre la data in cui avrà luogo la consultazione popolare sulle riforme istituzionali, posticipando i tempi rispetto alle precedenti ipotesi. Mentre si temono “sgambetti” da parte dei parlamentari che con la nuova legge elettorale non avrebbero alcuna chance di essere rieletti, Matteo Renzi, per allontanare il rischio di una crisi politica ha voluto rettificare la tempistica sul voto, precedentemente orientata verso l’ultima domenica di ottobre, perché “consultando il calendario, qualcuno si è accorto che c’è il ponte dei Santi, una tentazione irresistibile per gli astensionisti. Per cui l’orientamento ora è quello di votare la nuova Costituzione il 6 novembre prossimo”, scrive La Stampa.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play