Prometeia: riviste al rialzo stime di crescita nel 2017 e 2018
ILANO (WSI) – Nonostante i rischi è tempo di ripresa. A dirlo gli economisti di Prometeia nel loro rapporto di previsione per l’Italia in cui fanno il bilancio decennale della situazione economica del paese.
L’Italia non ha recuperato tutto il terreno perso ma guardando allo scorso anno, dicono gli economisti di Prometeia, vi è stata una crescita maggiore in termini pro-capite rispetto ad Usa, Francia e Germania.
“Una buona notizia, anche se dovuta a un lieve calo della popolazione italiana. In ogni caso Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita per l’Italia sia per il 2017 (+0,9% da +0,7%) sia per il 2018 (+0,9% da +0,8%)”.
Segnali contrastanti invece sul mercato del lavoro visto che a dieci anni dalla crisi è occupato lo stesso numero di persone, ma per meno ore, e non si è ridotto il divario Nord-Sud.
“Segnali positivi arrivano invece dall’offerta di lavoro femminile e degli over 55, dalla domanda di lavoro stabile e dal ri-orientamento dell’occupazione verso i servizi”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo