Prezzi produzione Usa freddi, per Trump è una bella cosa: alla Fed degli “incapaci”
La crescita dei prezzi alla produzione ha subito un rallentamento in maggio, mostrando un’inflazione fredda. Second Donald Trump il fatto che non ci sia inflazione è “una bella cosa“. E pertanto la Federal Reserve con le sue politiche di Quantitative Tightening non sa quello che fa. Secondo il presidente Usa l’America “ha un’inflazione molto bassa” e i tassi di interesse sono decisamente troppo alti, il che significa che alla banca centrale sono degli “incapaci”.
Secondo Trump l’euro e le altre divise sono svalutate rispetto al dollaro e questo “mette l’America in una posizione di grande svantaggio”. L’indice PPI ha registrato un incremento dell’1,8% su base annuale, meno del 2,2% visto in aprile. Detto questo, l’andamento dell’inflazione di fondo (quella ‘core’ depurata delle componenti di cibo ed energia) è stato più robusto (+2,3%) negli ultimi 12 mesi, in parte per via dell’aumento dei costi dei soggiorni in albergo.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.