Preview Fed e Bce: ecco cosa faranno le banche centrali secondo Algebris
Preview FED e BCE: cosa faranno le banche centrali secondo Algebris?
Si inizia con la Fed, con il Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, che si riunirà oggi, martedì 13 novembre, per fare il suo grande annuncio domani, mercoledì 14 novembre “in cui verranno forniti anche gli aggiornamenti sulle proiezioni economiche”.
“A seguito di una serie di dati macro deboli, e dell’inflazione in calo a novembre, la Fed rallenterà il ritmo dei rialzi da 75 punti base (pb) a50 pb, con un tasso sui Fed funds tra il 4,25% e il 4,50%. Tuttavia, la bancacentrale si orienterà verso un tasso terminale più alto di quello indicato inprecedenza, probabilmente più vicino al 5%, rispetto all’attuale proiezione del 4,65%”.
Così il team strategie di credito globale di Algebris, secondo cui le “previsioni di inflazione saranno probabilmente riviste al ribasso e la Fed dovrà riconoscere una lieve recessione per il 2023″.
Cosa faranno i mercati?
“Si concentreranno sul posizionamento della Fed sul tasso di disoccupazione, interpretandolo come indicatore chiave di una politica più accomodante, in caso di rallentamento prolungato”.
Gli esperti di Algebris continuano a vedere un tasso terminale vicino al 5% o leggermente inferiore e la possibilità di discutere di potenziali ribassi nella seconda parte del 2023.
“Il calo dei prezzi delle materie prime e l’imminente rallentamento significano che l’inflazione continuerà a scendere, raggiungendo il 5% entro l’estate del 2023. Continuiamo a ritenere che il picco dei tassi USA e del dollaro sia stato raggiunto. Per la maggior parte, il mercato ha prezzato questo scenario. Detto questo, ci aspettiamo ulteriori rialzi, soprattutto nel comparto valutario e creditizio, vista l’entità dei deflussi registrati nel 2022 e gli attuali livelli di valutazione”.
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Il giorno dopo, giovedì 15 dicembre sarà il turno della BCE che, secondo gli esperti, attuerà “un rallentamento del ritmo dei rialzi a 50 pb, che porti il tasso sui depositi al 2%, insieme all’inizio del programma di Quantitative Tighteting (QT)”.
“La riduzione del bilancio sarà probabilmente poco incisiva e avverrà attraverso una riduzione degli asset a un ritmo di circa 10-20 miliardi di euro al mese, una cifra modesta rispetto ai 95 miliardi di dollari al mese decisi dalla Fed. La banca centrale probabilmente attuerà il programma evitando di rinnovare i titoli in scadenza nell’Asset Purchase Program (APP)“.
“È probabile che le previsioni di inflazione scendano in modo significativo, dato che le ultime proiezioni erano state rilasciate a settembre, quando i prezzi del gas erano più alti del 30%. Anche l’ultimo dato riporta un po’ di sollievo. Vediamo il tasso terminale della BCE vicino al 3%, ma con un maggiore rischio di ulteriori rialzi rispetto alla Fed, dato che i tassi reali sono maggiormente negativi, l’inflazione è più persistente e le spaccature all’interno del Consiglio direttivo sono più profonde”, concludono da Algebris.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.