Portafogli d’investimento: dall’ecologia alla storia, sei lezioni per il ritorno a scuola

23 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il back to school prosegue nell’emisfero settentrionale. Nel mese di settembre dedicato al ritorno tra i banchi di scuola in molti Paesi, Ubs Global Wealth Management ha individuato e raccolto alcune delle domande principali che dovrebbero ricevere risposta entro fine anno, esaminando il loro potenziale impatto sui portafogli. Secondo Mark Haefele, global chief investment officer di Ubs GWM, i progressi nella lotta al coronavirus, il probabile compromesso sugli stimoli fiscali negli Stati Uniti, un cambiamento graduale della politica monetaria della Fed e i robusti margini di profitto segnalano un ulteriore potenziale di rialzo per le azioni, soprattutto quelle esposte alla crescita mondiale. Di seguito le sei lezioni, individuate dall’esperto.

1) In biologia scopriremo se i vaccini saranno in grado di evitare nuovi lockdown dovuti al Covid-19. Anche se qualche sviluppo locale negativo sul fronte della pandemia potrebbe frenare il recupero di alcune economie, nel complesso si continuano a registrare progressi nella lotta contro il Covid-19 e non ci aspettiamo nuovi lockdown nei Paesi con alti tassi d’immunizzazione.

2) In politica sapremo cosa succede quando si cerca di varare un pacchetto di stimoli fiscali da 3.500 miliardi di dollari con una maggioranza risicata alla Camera dei Rappresentanti e al Senato degli Stati Uniti. Il primo piano di spesa per infrastrutture da 550 miliardi di dollari è già stato approvato al Senato grazie al sostegno bipartisan e ci aspettiamo che passi anche alla Camera, ma i tempi del varo sono incerti. Alla luce dell’opposizione repubblicana e delle divisioni tra democratici, è probabile che sul secondo pacchetto venga raggiunto un compromesso su una cifra più bassa rispetto ai 3500 miliardi di dollari inizialmente indicati, intorno a 1,5-2 mila miliardi. Anche se i mercati scontano almeno in parte un aumento della spesa pubblica, considerato che anche le tasse verranno alzate e che gli stimoli netti saranno spalmati nell’arco di 10 anni, non crediamo che le nuove misure di sostegno siano determinanti per l’andamento degli indici azionari.

3) In economia, analizziamo perché la Federal Reserve (Fed) può ridurre gli acquisti di obbligazioni mentre i mercati azionari continuano a salire. La Fed si sta preparando a dare inizio al tapering, ma ha rassicurato i mercati che i futuri rialzi dei tassi d’interesse dovranno soddisfare «criteri notevolmente più stringenti». I progressi verso gli obiettivi della Fed faranno salire i rendimenti obbligazionari (quelli dei Treasury a 10 anni dovrebbero toccare l’1,8% entro fine 2021), ma l’approccio graduale eviterà probabilmente che si ripeta il «taper tantrum» del 2013, quando all’aumento dei rendimenti si era accompagnata una flessione delle azioni.

4) In economia aziendale analizzeremo come i margini possano mantenersi robusti nonostante le diffuse indicazioni di aumento dei costi degli input e di problemi di approvvigionamento. Le difficoltà delle filiere produttive sono a nostro parere un fenomeno di carattere microeconomico e i bassi rapporti tra scorte e vendite confermano che l’attuale situazione è causata da un’impennata della domanda e non da una diminuzione dell’offerta. Tuttavia, alcuni settori risentono dei problemi di approvvigionamento, che a nostro avviso potrebbero proseguire ancora per diversi mesi, ed è probabile che l’aumento dei costi degli input sarà citato nei risultati del terzo trimestre 2021 e nelle indicazioni prospettiche di alcune aziende. Ma la robusta crescita dei ricavi compensa le pressioni sui costi, dando sostegno agli utili. Nel secondo trimestre i ricavi dell’S&P 500 sono saliti del 4,9% su base trimestrale e di conseguenza i margini di profitto hanno toccato i livelli più alti da diversi decenni a quasi il 14%, con un andamento stabile o in crescita in tutti i settori. A nostro avviso i margini dovrebbero rimanere robusti nei prossimi trimestri, poiché la crescita si mantiene solida e le pressioni sui costi diminuiscono.

5) In storia contemporanea ci occuperemo di Germania e Giappone, che si preparano a votare i loro nuovi leader. Ci aspettiamo che il partito di governo giapponese, sotto la guida della nuova leadership,

conservi la maggioranza alle elezioni della Camera bassa di ottobre o novembre, risultato che potrebbe condurre a ingenti stimoli di bilancio. Storicamente le elezioni tedesche non preoccupano gli investitori, poiché il sistema elettorale favorisce la stabilità e l’evoluzione graduale. È così anche stavolta, ma i mercati finanziari farebbero bene a prepararsi a maggiori interventi regolamentari, fiscali e politici mirati a rendere la Germania più smart, più verde e più digitale.

6) In ecologia studieremo il fenomeno dell’«inflazione verde». I prezzi delle principali commodity utilizzate nella generazione di energia elettrica hanno registrato un forte aumento nel 2021. Ad esempio, lo scorso mese le quotazioni del gas naturale hanno raggiunto i massimi degli ultimi sette anni. Diversi fattori specifici hanno contribuito all’incremento dei prezzi da inizio anno, ma la tendenza rialzista dimostra anche la volontà di raggiungere gli obiettivi di emissioni zero e la necessità di investire nell’ampliamento della capacità di generazione rinnovabile. In sintesi, la volontà di abbattere le emissioni ha portato a una riduzione degli investimenti in carbone, ma ci vorrà tempo

per sviluppare una capacità di generazione rinnovabile sufficiente. Consigliamo quindi di puntare sui settori delle energie tradizionali e dei metalli industriali, nonché sul greentech, per assumere un’esposizione diversificata e realistica alla tendenza verso un’economia a emissioni zero.