Piazza Affari spumeggiante, Ftse Mib chiude a +3,12%

8 Marzo 2021, di Redazione Wall Street Italia

I listino milanese chiude la prima seduta della settimana a spron battuto. L’indice Ftse Mib chiude con un balzo del 3,12% a 23.681 punti sui nuovi massimi a oltre un anno. A dare slancio ai mercati è il via libera del Senato Usa al piano di stimolo di 1.900 miliardi di dollari. Questa settimana l’agenda economica vede in primo piano la riunione della BCE da cui il mercato si attende risposte chiare sul livello di preoccupazione nei confronti del recente rialzo dei tassi governativi.

Tra i singoli titoli in fermento oggi la galassia Agnelli con Stellantis arrivata a guadagnare oltre il 5,7% tornando di slancio sopra i 14 euro nel giorno in cui l’Assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato la distribuzion edella quota detenuta dal gruppo in Faurecia, società francese attiva nella componentistica. La migliore di oggi è stata CNH con +7,5%. Segno più anche per Exor (+5,08%) che questa mattina ha annunciato la partnership con Christian Louboutin per accelerare la prossima fase dello sviluppo della Società. In base all’accordo la holding della famiglia Agnelli investirà 541 milioni di euro per diventare azionista al 24% di Christian Louboutin, al fianco dei suoi fondatori, e nominerà 2 dei 7 componenti del consiglio di amministrazione della società.

Tra i migliori oggi anche i titoli del risparmio gestito. Banca Generali (+3,49%) ha accolto con favorei i dati sulla raccolta netta di febbraioche è stata pari a 622 milioni (+15% a/a) con una concentrazione dei flussi per la quasi totalità in soluzioni gestite e amministrate ad alto valore aggiunto, mentre la liquidità s’è attestata al solo 9% del dato complessivo (56milioni). Complessivamente la raccolta ha raggiunto 1,02 miliardi da inizio anno.

Buoni numeri anche per Azimut (+2,58%) con raccolta netta organica positiva per 462 milioni di euro a febbraio; inoltre, il gruppo guidato da Pietro Giuliani ha altresì beneficiato del completamento dell’acquisizione del 55% di Sanctuary Wealth Group annunciata a novembre 2020 e un’acquisizione in Australia (per 130 milioni di euro) che portano il totale della raccolta netta a febbraio a 7,8 miliardi di euro.

Tra le banche a distinguersi è stata Unicredit con +4,74%. Molto bene anche Banco BPM (+4,04%) che ha stretto un accordo con Cattolica Assicurazioni per adeguare e di proseguire la partnership nel settore della bancassurance. L’accordo prevede, a fronte della rinuncia di Banco BPM alla call già esercitata, il riconoscimento allo stesso Banco BPM di un diritto di uscita anticipata dalla partnership, la cui durata originaria era fissata fino al 2033, esercitabile nel periodo compreso tra l’1.1.23 e il 30.6.23, eventualmente posticipabile dalla Banca di sei mesi in sei mesi per tre volte sino al 31.12.24. Le parti hanno convenuto a favore di Banco BPM un’opzione non condizionata di acquisto del 65% detenuto dalla Compagnia nel capitale delle JV Vera Vita e Vera Assicurazioni;

Intanto, il management di Banco BPM ribadisce l’intenzione di essere protagonista del round di consolidamento in tempi relativamente brevi. Massimo Tononi, presidente del terzo gruppo bancario italiano, ha affermato nel weekend che la priorità nei prossimi 12 mesi è trovare un partner. Non ha rivelato alcun dettaglio sui colloqui in corso, ma ha affermato che MPS è meno compatibile con Banco rispetto ad altre opzioni. Tononi ha aggiunto che la banca non teme una Opa ostile a condizione che dia pieno valore alla banca.