Piazza Affari interrompe striscia vincente: ENI e Stellantis tra i peggiori del Ftse Mib
Incipit di settimana con il freno a mano tirato per Piazza Affari che vede interrompersi la striscia di nove sedute consecutive in rialzo. Il Ftse Mib ha concluso le contrattazioni in calo dello 0,76% a quota 26.448 punti. A spingere le vendite sui mercati dopo una prima metà di agosto avanti tutta hanno contribuito oggi i deboli riscontri della Cina e il rapido diffondersi dei contagi in Giappone, Cina e anche negli USA. Lato macro, la produzione industriale è aumentata del 6,4% su base annua a luglio e le vendite al dettaglio sono cresciute dell’8,5% su base annua nello stesso mese, entrambe inferiori al previsto. Un rallentamento risultato dell’inasprimento delle restrizioni alla mobilità da parte della seconda economia mondiale per contrastare l’avanzata della variante Delta del Covid-19. Sul sentiment dei mercati incide anche il crollo del governo afghano dopo che gli insorti talebani hanno preso il controllo della capitale Kabul.
Buone notizie invece per l’Italia. Stando all’ultimo sondaggio Bloomberg, gli economisti vedono il PIL italiano segnare il miglior anno in termini di crescita economica dai lontani anni ’70 con un +5,6% rispetto ai livelli del 2020, pari a 0,6 punti percentuali rispetto al precedente sondaggio. Un ritmo di crescita che il Belpaese non vedeva da fine anni ’70.
Questa settimana riflettori sul discorso di Jerome Powell in agenda domani e sulle minute Fed di mercoledì. Stando a quanto riporta il Wall Street Journal i funzionari della Fed starebbero valutando di concludere gli acquisti di asset entro la metà del 2022, se la ripresa economica continuerà.
Tra le big di Piazza Affari spiccano i cali del settore oil con ENI scesa dell’1,39% in area 10,37 euro, tra i peggiori di tutto il Ftse Mib insieme a Tenaris (-2,25%) e Saipem (-2,36%). A sospingere le vendite è stata la debolezza del petrolio in scia alle prospettive di un indebolimento della domanda energetica. I deboli dati cinesi di oggi (produzione industriale e vendite al dettaglio sotto le attese a luglio) e l’estensione delle restrizioni in Giappone (quarto importatore al mondo di greggio) si aggiungono alle indicazioni di settimana scorsa con l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) che ha segnalato come la crescente domanda di petrolio ha invertito la rotta a luglio e adesso su prevede che aumenterà a un ritmo più lento nel resto del 2021.
Male anche diversi titoli ciclici con cali sostanziosi per CNH (-1,87%) e Stellantis (-1,44%). A completare la giornata no della galassia Agnelli che il calo di quasi l’1% della holding Exor. Male oggi anche Moncler (-1,97%) che si uniforma alla giornata no del settore del lusso europeo che risulta molto esposto alla domanda cinese.
Breaking news
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni
Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.