Piazza Affari debole dopo le vendite a Wall Street. Ftse Mib poco mosso vicino alla parità
A Piazza Affari avvio sulla parità per l’indice Ftse Mib che al momento si trova a quota 24.271 punti in rialzo frazionale dello 0,19%% e con volumi di negoziazione in calo. In tal senso sui principali indici, incluso quello italiano, continuano a pesare i crescenti timori di recessione unito all’attesa di capire l’entità del rialzo dei tassi di interesse nelle prossime riunioni delle Banche centrali (in programma settimana prossima).
All’interno del paniere principale di Piazza Affari spiccano le utility con Italgas al momento in rialzo dell’1,4%, seguito da Hera ed Enel rispettivamente in rialzo dell’1,59% e dello 0,8%.
Al contrario vendite su Nexi (-0,5%), Eni (-0,7%) e Saipem (-0,4%; mentre il titolo peggiore dopo 20 minuti di contrattazione è Tenaris che si trova in calo dell’1% in scia alla debolezza del prezzo del petrolio.
Tra gli appuntamenti in calendario nella giornata di oggi ricordiamo le vendite al dettaglio per l’Italia, ma anche focus sui dati finali del Pil dell’area Euro. Infine, saranno da monitorare anche le decisioni sui tassi da parte delle Banche centrali di Canada, India, Polonia e Brasile.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.