Piazza Affari chiude poco sotto la parità (-0,4%), Wall Street in rosso su toni restrittivi Fed
Giornata all’insegna della debolezza per le borse europee e per Piazza Affari, con il Ftse Mib in flessione dello 0,4% a 27.751 punti.
Fra le aziende maggiormente capitalizzate si mette in evidenza Bper (+4,4%), su cui Kbw ha alzato il rating da “market perform” a “outperform” e il target price da 2,59 euro a 3,85 euro. In rialzo anche Telecom Italia (+2,5%), in attesa di un’offerta per la rete alternativa a quella del fondo KKR, da parte di Cdp e Macquarie. Realizzi su Tenaris (-4,8%) dopo il +8% di ieri, in calo anche Eni (-2,8%) e Amplifon (-2,7%).
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riporta a 184 punti base con il rendimento del decennale italiano in rialzo al 4,3%. Sul Forex, il cambio euro/dollaro rimane in area 1,066 e il dollaro/yen si attesta a 134,4. In ribasso il petrolio, con il Brent sotto 83 dollari al barile, avviandosi a chiudere la settimana in rosso.
Gli ultimi dati americani hanno evidenziato un’inflazione ancora ostinatamente elevata e solide vendite al dettaglio, che rischiano di alimentare ulteriormente le pressioni sui prezzi. Alla luce di queste indicazioni, Loretta Mester e James Bullard (entrambi membri non votanti della Fed quest’anno) hanno aperto ad un rialzo dei tassi da 50 punti base a marzo, frenando Wall Street per la seconda seduta consecutiva, con l’S&P500 a -1% e il Nasdaq a -1,4%.
Toni restrittivi anche per quanto riguarda la Bce; Francois Villeroy de Galhau ha escluso un taglio dei tassi per quest’anno e Isabel Schnabel ha sottolineato che gli investitori rischiano di sottovalutare la persistenza dell’inflazione e la risposta necessaria per tenerla sotto controllo.
Per quanto riguarda la prossima settimana, lunedì Wall Street rimarrà chiusa per festività. In merito alla politica monetaria, verranno pubblicati mercoledì i verbali relativi all’ultima riunione della Fed. Dall’agenda macro si attendono gli indici Pmi preliminari di febbraio, lo Zew e l’Ifo tedeschi e i prezzi al consumo di Germania ed Eurozona.
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