Piazza Affari chiude in corsa: Eni e Intesa ruggiscono, debacle di Diasorin

13 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari mette da parte le incertezze della scorsa settimana e segna un convinto rally a inizio settimana. Il Ftse Mib ha chiuso con un balzo dello 0,93% a 25.925 punti. Questa settimana l’attenzione degli operatori sarà focalizzata principalmente sul dato relativo all’inflazione USA di agosto, che dovrebbe mantenersi a livelli di crescita simili a quelli di luglio (+5,4% annuo, top dal 2008) con il rialzo guidato ancora una volta soprattutto dalla componente energetica ed alimentare. Tra gli altri dati in arrivo nei prossimi giorni focus sulla pubblicazione della produzione industriale e delle vendite al dettaglio Usa.

Tra le big scatto a +2,48% in area 10,806 euro per Eni e a +1,68% per Enel, titolo di maggior peso del listino milanese e quello che da inizio ano ha fatto peggio (oltre -9% Ytd). In corsa a +2,67% Banca Generali che aggiorna i massimi assoluti con un top intraday a 38,95 euro.

Tra le banche oltre +2% per Intesa Sanpaolo che ha convocato l’assemblea dei soci per il 14 ottobre per dare il via libera alla distribuzione di parte della riserva straordinaria a valere sui risultati 2020 pari a oltre 1,93 miliardi di euro, ossia 9,96 centesimi per ogni azione ordinaria.

Tra i temi caldi di giornata spicca sicuramente Generali Assicurazioni (+1,26% a 17,65 euro). Il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone e il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, che insieme possiedono circa l’11% di Generali, hanno raggiunto un accordo per lavorare insieme verso “una gestione più redditizia ed efficace” dell’assicuratore italiano. Il cda di Generali si riunisce il 27 settembre per discutere la presentazione di una lista di amministratori da sottoporre al voto degli azionisti il prossimo anno. Se la lista del consiglio non rappresenterà una forte discontinuità, i due imprenditori italiani potrebbero presentare una lista alternativa senza Donnet come ceo.

Sul fronte opposto seduta da dimenticare per Amplifon (-4,19% a 41,31 euro) che ha reagito male alla diffusione delle linee guida strategiche e gli obiettivi finanziari per il triennio 2021-2023. Confermata la guidance 2021 (che era stata rivista al rialzo dopo i conti del 2° trimestre), mentre per il 2022 e 2023 il gruppo prevede un aumento dei ricavi consolidati, a parità di perimetro pari a un tasso composto medio annuo (CAGR) high single digit. Il gruppo leader mondiale nelle soluzioni e nei servizi per l’udito punta ad espandere il margine EBITDA su base ricorrente ad almeno il 25,5% nel 2023 e prevede anche un continuo aumento dell’utile netto per azione nel triennio, trainato dalla maggiore leva operativa, anche dopo oneri finanziari stimati nell’intorno dei 30 milioni di euro all’anno e un tax rate atteso in linea con gli ultimi anni. Infine, per il triennio 2021-2023, Amplifon punta a generare un flusso di cassa operativo cumulato di oltre 1 miliardo di euro.

Peggio ha fatto Diasorin con un -4,61% che ha ricacciato il titolo sotto il muro dei 200 euro.