17:52 martedì 30 Novembre 2021

Piazza Affari chiude fiacca, Powell e ceo Moderna alimentano tensioni sui mercati

Prima il ceo di Moderna e poi Powell hanno inferto due duri colpi ai mercati ridestando le vendite. Oggi sono tornati ad acuirsi i timori che la variante Omicron vada ad aggravare la situazione sanitaria e di conseguenza anche l’andamento dell’attività economica. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib a fine giornata ha ceduto lo 0,87% a quota 25.814 punti fallendo il tentativo di recupero a metà pomeriggio, reso vano dalle parole hawkish di Powell che hanno alimentato le vendite sul’azionario.

Nel pomeriggio il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nel corso dell’audizione al Senato Usa ha affermato che il rischio di una maggiore inflazione è aumentato e che la banca centrale statunitense discuterà nbella prossima riunione circa l’opportunità di concludere il tapering con qualche mese di anticipo. Il prossimo meeting Fed è in programma il 14-15 dicembre. Pertanto si prospetta la possibilitò di una riduzione degli acquisti mensili di obbligazioni a un ritmo più rapido rispetto al programma di $ 15 miliardi in meno al mese deciso all’inizio di novembre. “A questo punto, l’economia è molto forte e le pressioni inflazionistiche sono più elevate, ed è quindi opportuno, a mio avviso, considerare di concludere il tapering dei nostri acquisti di asset… forse qualche mese prima”, ha affermato Powell.

A incidere sul sentiment sono anche le parole preoccupanti del ceo di Moderna, Stephane Bancel, che ha dichiarato al FT di ritenere che i vaccini esistenti siano meno efficaci contro la nuova variante del Covid. E lo stesso Bancel aveva spiegato ieri che per sviluppare un vaccino specifico che contrasti la variante Omicron potrebbero essere necessari alcuni mesi. In aggiunta, Regeneron Pharmaceuticals ha affermato che il suo trattamento con anticorpi COVID-19 e altri farmaci simili potrebbero essere meno efficaci contro la variante Omicron.

Tra le big del listino milanese si segnalano i cali degli energetici (-2,91% Tenaris, -1,8% Saipem e -1,34% ENi) complice il nuovo calo del petrolio arrivato a cedere oltre il 4% con WTO sotto la soglia dei 67$. Molto male Stellantis a -2,75% a 15,14 euro nonostante l’annuncio dell’accordo con Factorial Energy per sviluppo batterie a stato solido per i veicoli elettrici.

Contrastate le banche: -1,28% Intesa Sanpaolo, metre Unicredit è salita dell’1,14%. Unico titolo a segnare rialzi è Diasorin (+2,4%).

Infine, ancora una seduta sotto i riflettori per TIM (-2,39% a 0,46 euro). A destare attenzione è stato il fatto che nel board del fondo KKR figuri anche il francese Xavier Niel, fondatore di Iliad, operatore telefonico transalpino pronto a sbarcare nel mercato del fisso in Italia. L’arrivo di Kkr sul dossier (Tim) ha riavviato le speculazioni sull’interesse di Xavier Niel in Telecom Italia. Il fondatore e primo azionista di Iliad aveva acquisito una partecipazione in Telecom Italia nel 2015.

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